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Bookmarks

Una collezione dei siti che visito più spesso e delle cose che mi piacciono.



Oggi ho apportato diversi miglioramenti al template del blog, roba sotterranea a livello di codice che non cambia significativamente l’aspetto ma che aggiunge un po’ di funzionalità. Tra queste, la possibilità di inserire short-post come questo. Inoltre, ho affinato la versione responsive del sito così da renderlo praticamente perfetto su qualunque schermo e dispositivo.

A margine di tutto, da eterno affezionato alla carta e alle cose analogiche, ho anche inaugurato lo Stalogy A6 con pagine a griglia a quadretti: scriverci con la penna è super piacevole ma a matita lo è ancora di più. Se cercate un’agenda comoda da personalizzare per il 2021, potrebbe essere una buona scelta. PS: l’iPhone 8 si è sfracellato a terra e ora versa in condizioni impresentabili. Quello che vedete in foto è un Samsung A40, ha un prezzo ragionevole, lo schermo è fantastico, fa belle foto e va una bomba (a parte qualche rallentamento dell’interfaccia, ma niente di drammatico).


  1. Il prezzo si riferisce a un pacco di penne da 10. Se siete amanti del tratto scorrevole ed extrafine sono un’ottima scelta. 

Facebook sotto la lente dell’antitrust

Secondo quanto riporta Reuters un gruppo di una quarantina di stati americani, guidati da New York, starebbe indagando su Facebook per possibili violazioni alle norme sull’antitrust, con l’obiettivo di avviare una causa nei confronti del social network entro la fine di quest’anno. I commissari della Federal Trade Commission hanno fatto un primo punto sulla questione mercoledì, e si suppone che a breve la relativa denuncia venga presentata presso la corte distrettuale.

Oltre all’abuso di posizione dominante, l’accusa riguarda le modalità con cui Facebook ha acquisito negli anni scorsi piccoli potenziali rivali, pagando un premio significativamente più alto del loro intrinseco valore al fine di azzerare la concorrenza e creare una monopolio nel settore globale dei social. Tra le acquisizioni più importanti di Facebook figurano:

acquisizioneannopremio
Instagram20121 miliardo
WhatsApp201419 miliardi
Oculus20142 miliardi
CTRL-Labs20191 miliardo
Principali acquisizioni di Facebook. Premio in dollari.

Inoltre, dal 2007 ad oggi, il social network ha acquisito oltre 82 aziende tra cui inoltre Parakey, FriendFeed (social che andava per la maggiore nei primi anni del 2000 acquisito per una cifra tra i 15 e i 33 milioni), Friendster, Hot Potato, Beluga (servizio di messaging antesignano di Messenger) e Ascenta.

Most of Facebook’s acquisitions have primarily been “talent acquisitions” and acquired products are often shut-down. Facebook CEO Mark Zuckerberg has stated in 2010 that “We have not once bought a company for the company. We buy companies to get excellent people… In order to have a really entrepreneurial culture one of the key things is to make sure we’re recruiting the best people.
Wikipedia

In un’audizione davanti al Congresso dello scorso novembre Mark Zuckerberg ha sostenuto che l’azienda non opera in regime di monopolio1 (…evito ogni commento in proposito…) ma che ha una serie di concorrenti tra cui altri giganti della tecnologia come Twitter, Google, Amazon e ha difeso le acquisizioni affermando la piattaforma ha aiutato piccole aziende destinate all’irrilevanza a espandersi a consolidare il proprio business.

Se la denuncia venisse presentata entro la fine dell’anno sarebbe la seconda causa intentata nel 2020 contro una società big tech. Ad ottobre il Dipartimento di Giustizia ha citato in giudizio Google con l’accusa di monopolio illegale e abuso di posizione dominante nel settore della ricerca e della pubblicità legata alla ricerca online.

Già nel 2019 il Dipartimento di Giustizia e la Federal Trade Commission hanno iniziato a mettere sotto la lente d’ingrandimento dell’antitrust anche Amazon e Apple per condotte scorrette. A luglio dello stesso anno, anche la Commissione Europea ha aperto un’investigazione su Amazon riguardo all’uso illecito di dati sensibili da parte dei venditori sul proprio marketplace in violazione delle regole della competitività europee.


  1. The Observer, Zuckerberg to Congress: Facebook isn’t a monopoly, cares about disinformation. 

Cashback di Natale

A partire dall’8 dicembre sarà disponibile un bonus cashback sui pagamenti tramite carta di credito, per gli acquisti effettuati presso i negozi fisici (non online), pari al 10% dell’importo speso e fino a un massimo di 150 euro. La misura è un primo assaggio del piano di cashback previsto dal Governo che partirà a regime da gennaio 2021. Per usufruire del rimborso bisogna:

  • essere possessori di SPID;
  • scaricare l’app IO dei servizi pubblici, registrare il numero della carta a l’IBAN su cui ricevere direttamente i rimborsi (il servizio alla data di pubblicazione di questo post non è disponibile ma lo sarà dall’8 dicembre).

A titolo puramente informativo, qualora non ne abbiate già uno, vi suggerisco di richiedere lo SPID1 a prescindere da questa iniziativa, perché è di una comodità straordinaria per gli accessi unificati ai siti della PA e per eseguire in autonomia moltissime operazioni. Stesso discorso vale per l’app IO, comodissima anche questa per bolli, pagamenti e istanze di vario tipo verso e da la PA.

Per i 100mila che effettueranno più operazioni (indipendentemente dagli importi) è previsto un superbonus ulteriore di 1.500 euro. Le somme di cashback totalizzate saranno accreditate sui conti dei contribuenti a partire da febbraio 2021.


  1. SPID, Lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) è la soluzione che permette di accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti con un’unica Identità Digitale. L’utilizzo è gratuito. Anche la richiesta lo è ma gli operatori potrebbero richiedere il pagamento per il servizio aggiuntivo di riconoscimento. 

Robocop

Stiff duplicava videocassette. Aveva un fratello più grande al quale noi ragazzini sfigati non piacevamo per niente Bazzicava la periferia romana ed era lui a procacciare a Stiff le copie pirata dagli ultimi film appena usciti nelle sale tramite lo zio di un suo compagno di classe che gestiva un noleggio di videocassette specializzato nel settore a luci rosse. Avevamo dieci, undici anni e a noi quella roba, ancora, non interessava. Eravamo di gran lunga più attratti da film come I Goonies, Indiana Jones, Tron, I Ghostbusters, Highlander, La Storia Infinita, Navigator, War Games, Corto Circuito, Karatè Kid, e un mucchio di altri titoli dello stesso genere.

Preferivamo non incrociarlo in giro perché quando capitava non mancava di schernirci nei modi più crudeli possibili e se poteva lo faceva ancora più ferocemente davanti alla sua fidanzatina d’allora, per la quale avevamo tutti perso la testa. Io per primo.
Durante una discussione affrontammo l’argomento con Stiff: – Tuo fratello è un vero stronzo, – fu l’unanime considerazione.
Lui sviò, sventolando un duplicato ancora caldo di una videocassetta. – Devo farvi vedere questo, — disse. — Me l’ha portato ieri, — precisò riferendosi al fratello.
— Sempre stronzo resta, — puntualizzai.
— Lo sai com’è fatto, — minimizzò.
— Non capisco come faccia Emma a starci insieme.
Oh-oh! Eccolo il nostro gelosone! Ammettilo, tu sei solo geloso!
— NO CHE NON LO SONO!
— Hai detto la stessa cosa quando li hai visti l’altra sera appiccicati sulla panchina nei giardinetti: “Non capisco come faccia Emma a starci insieme!” – ripetè facendomi il verso.
— FALLA FINITA!
— Volete smetterla voi due? — Tagliò corto Potter. Portava questo nome curioso per chissà quale strambo motivo. Noi lo veneravamo perché era il mago di Street Fighter II. — Piuttosto, di che si tratta. — fece indicando la cassetta.
— Se è come i Critters io non lo guardo — intervenne Tim impaurito. Era il più piccolo di tutti e con lui non ci regolavamo proprio. — Mi fanno paura quei mostriciattoli, — aggiunse quasi con le lacrime agli occhi, — di notte faccio brutti sogni.
Ci fu un lungo momento di silenzio imbarazzato in cui nessuno ebbe il coraggio di guardarlo in faccia o ribattere. I Critters erano del 1986, non erano un film dell’orrore vero e proprio ma c’erano scene non proprio adattissime a un bambino di nove anni.
— Avete mai visto Robocop?— chiese Stiff, cambiando discorso.
Ci lanciammo caute occhiate. — No.
— C’entra qualcosa i Critters?
— No Tim, non ci sono i Critters. Tranquillo, — rispose Stiff. — E comunque, — si rivolse a noialtri — non sapete cosa vi siete persi fino ad ora. Venite di sopra, vi faccio vedere.
— Ma fa paura? — insistette.
— Te lo giuro, l’ho visto. Fa quasi ridere!
Mentre gli altri salivamo le scale, presi da parte Stiff e senza farmi sentire da nessun altro dissi: – Sicuro che è roba per bambini?
— Parla di robot! Tim adora Mazinga, Jeeg, i robottoni giapponesi… gli piacerà. Vedrai.
Di Stiff non mi fidavo più di tanto, ma in quel frangente mi parve onesto. Salimmo in camera sua, chiuse le persiane, infilò la cassetta nella fessura del video registratore e premette il tasto play.
— E comunque non sono geloso di Emma, — aggiunsi con l’umore ancora nero. Sullo schermo comparvero le avvertenze sulla proprietà dei diritti della registrazione.
— Rinunciaci, — infierì Stiff. — Quella lì, quelli come noi nemmeno li guarda.

Spense la luce e il film iniziò. Filò tutto liscio per il primo quarto d’ora. Tim se la stava spassando alla grande. Poi all’agente Alex Murphy venne la brillante idea di sfidare in solitaria una banda di delinquenti in fuga. La scena consisteva in due poliziotti del distretto di polizia di Detroit contro venti. Naturalmente Murphy finì molto male. I cattivi iniziano a gonfiarlo di botte, lo vessano psicologicamente, gli spappolano una mano sparandogli con una doppietta a venti centimetri dal braccio, un alto colpo e il braccio glielo strappano dal corpo, cinque tipi loschi gli svuotano addosso venti secondi di girato di caricatori pesanti e alla fine gli sparano in testa.
— Sentite anche voi?, — fece Stiff.
Ci girammo di scatto. Tim aveva gli occhi sgranati, faceva degli strani versi con la bocca, si era come “bloccato”.
Io: — CAZZO! CHIAMATE UN MEDICO!
Stiff: — Non sarà mica morto? Mia madre mi ammazza!
Io: — HAI MAI VISTO UN MORTO MUOVERSI?!?
Stiff: — Magari non è morto ma sta morendo!
Tim non morì. Ma non lo vedemmo più in giro per molte settimane.
Era l’estate del 1989.

Il business globale del vaccino contro il Covid-19

Entro la fine dell’anno saranno pronti per essere distribuiti almeno due o tre vaccini contro il Covid-19. Entro il primo trimestre del 2021, diversi milioni di persone avranno probabilmente ricevuto la prima dose del vaccino prodotto da Pfizer, Moderna o AstraZeneca.

Quartz ha tracciato l’impatto economico per le case farmaceutiche tirando fuori alcuni numeri:

  • 1 trilione di dollari: stima dei ricavi globali annui dei vaccini nell’era pre-Covid-19.
  • 4 miliardi di dollari: stima dei ricavi globali annui del vaccino antinfluenzale.
  • 10 miliardi di dollari: stima dei ricavi globali annui del vaccino contro il Covid-19 fintantoché il virus continuerà ad essere considerato un pericolo per la salute pubblica.
  • 7 miliardi di dollari: ricavi annui che Merck genera dalla sola commercializzazione dell’antitumorale Keytruda1.
  • 3 di dollari: costo minimo per dose del vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca.
  • 25-27 di dollari: costo per dose del vaccino anti Covid-19 di Moderna.

  1. Keytruda, la terapia immunoterapeutica per il trattamento di varie forme di cancro. 

Il Sottosopra

C’è una brutta narrazione in corso sul caso Genovese e sulla ragazza di 18 anni che, stando a quello che riportano gli organi di stampa (cito letteralmente il Corriere della Sera) “è stata sequestrata e violentata per una notte dall’imprenditore arrestato a Milano il 7 novembre”.

Non riguarda tanto il tono di dissonante incredulità con cui certa stampa ha pennellato le “genialità” di Genovese rispetto all’inqualificabile gesto che avrebbe compiuto ma perlopiù il solito rapporto causa-effetto che si pone a giustificazione di tali abominevoli fatti.
In altre parole, siccome la ragazza sapeva in che giro si stava immischiando, avrebbe dovuto porre più attenzione – lei – a certe frequentazioni e se è successo quello che è successo – ahimè – è anche colpa sua. È un po’ come sostenere che se te ne vai per fatti tuoi in autostrada e un ubriaco ti viene addosso e ti manda al creatore, un po’ è pure colpa tua: potevi startene a casa, dopotutto.

E poi, scusate: di che giro stiamo parlando? A leggere tutto quello che è stato scritto era un giro di “bella gente”, di “geni”, di individui socialmente accreditati e di successo, con attico vista Duomo, mica un circolo della diseredata periferia frequentato da balordi figli di buona donna!

Starà alla magistratura stabilire le colpe, resta pur sempre il fatto che si dovrebbe smetterla di mezzo-colpevolizzare chi subisce violenza perché non si può giustificare in alcun modo chi la esercita approfittando delle debolezze e della fragilità delle proprie vittime.

Una nuova normalità

La signora alla cassa batte lo scontrino e mi avvicina il lettore contactless. Il bip conferma che il pagamento è andato a buon fine. Ritiro il telefono e la ringrazio e faccio per uscire.
— Ci vediamo la settimana prossima, — dico. — Domani sono in Smart.
— Speriamo di arrivarci, — risponde avvilita. — Non passa più nessuno.
— Io ogni tanto passo, — dico. — Ce la faremo.
Lei abbozza un sorriso e fa di sì con la testa ma è come se dicesse di no e aggiunge: — lo sai che mi fa arrabbiare?
— Questo maledetto virus?
— No, per niente. Sto realizzando che forse è meglio così. Tanto i soldi non si vedevano prima e non si vedono nemmeno adesso. Anzi, trovo assurdo che dopo dieci anni di austerity oggi si trovino talmente tante risorse per dare soldi a chiunque e puntellare alla bene e meglio questo disastro. In questi anni ci hanno spolpato, si sono ripresi tutto, tasse, vita, serenità, non sai i sacrifici passati qui dentro, i pensieri, il sonno tolto la notte, le liti con mio marito. Tutto sommato, adesso non è tanto diverso da quello che era. Però se prima il pensiero della chiusura mi terrorizzava, oggi è quasi una liberazione.
Restiamo zitti tutti e due per un po’ a guardare le piastrelle irregolari del pavimento.
— Ce la faremo, — dice a un tratto, in automatico, senza guardarmi.
— Ce la faremo, — le faccio eco io con la voce stentata. Ma stavolta sono io che faccio di sì con la testa, senza esserne minimamente convinto.

Orgoglio Cinese

Piuttosto che assistere alla capitolazione di TikTok in mano americana, il governo di Pechino starebbe esercitando forti pressioni su ByteDance, la società proprietaria della popolare piattaforma di video sharing, per spingerla a chiudere definitivamente le operazioni negli Stati Uniti piuttosto che concludere un accordo di vendita con gli americani.

È quanto riporta Reuters citando fonti anonime di altissimo profilo. Da alcune settimane, ByteDance è in trattativa per vendere l’attività di TikTok negli Stati Uniti a potenziali acquirenti tra cui Microsoft e Oracle, dopo l’ordine esecutivo del presidente Donald Trump di inizio agosto che ha imposto un divieto su TikTok e WeChat, ritenute pericolose per la sicurezza nazionale.

Secondo gli americani tutti i dati degli utenti che passano attraverso le due piattaforme sarebbero condivisi con il governo di Pechino rendendole di fatto dei sistemi per lo spionaggio di massa grazie alla loro altissima diffusione soprattutto tra le fasce di età dei giovanissimi.

Negli Stati Uniti, TikTok ha circa 100 milioni di utenti attivi mensili e 50 milioni di utenti attivi giornalieri. La crescita più significativa si è registrata tra ottobre 2019 e giugno 2020, quando gli utenti sono cresciuti passando da 39,8 a 91 milioni. L’applicazione ha registrato a livello globale più di 2 miliardi di download1.

annomeseMAUs
2018gennaio11,2
2019febbraio26,7
2019ottobre39,8
2020giugno91,9
2020agosto100,0
Crescita dei Montly Active Users (MAUs) di TikTok negli Stati Uniti.

I funzionari cinesi ritengono che una vendita forzata farebbe apparire agli occhi del mondo tutta la debolezza della Cina di fronte alle pressioni di Washington, il che causerebbe un danno di immagine di portata inaccettabile per il paese. Il Council Information Office Cinese non ha fornito commenti alle richieste di chiarimenti provenute dall’agenzia di stampa Reuters, mentre ByteDance ha negato che il governo cinese abbia mai suggerito un’opzione di questo tipo.

ByteDance, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di abbandonare le proprie ambizioni di affermarsi come potenza tecnologica globale e pur di riuscirci, sarebbe perfino disposta ad accomodare le richieste degli americani, cedendo il suo prodotto di punta. Tuttavia è costretta a fare i conti con la situazione avversa che si sta creando in patria: al fondatore, Zhang Yiming, è stata affibbiata l’etichetta di traditore. Sembrerebbe una reazione spontanea degli utenti dell’internet cinese di fronte all’eventualità della vendita di TikTok agli americani ma non sarebbe del tutto improbabile l’ipotesi che la macchina della propaganda si sia attivata per metterlo in cattiva luce e per esercitare su di lui ulteriori pressioni allo scopo di far saltare ogni possibile accordo.


  1. CNBC, TikTok reveals detailed user numbers for the first time. TikTok has about 100 million monthly active U.S. users, up nearly 800% percent from Jan. 2018. 

Paperlike

Sto utilizzando Paperlike come protettore dello schermo del mio iPad Pro. Non ho mai utilizzato un protettore da quando circolano gli iPhone e gli iPad ma ho letto molte recensioni positive su questo e ho voluto provarlo. In realtà più che protettore in senso stretto è una pellicola trasparente che si applica sullo schermo e rende l’esperienza dello scrivere con l’Apple Pencil praticamente identica a quella dello scrivere su carta.

Fornisce un certo attrito, la penna non scivola sul vetro dello schermo e quando ci si scrive sopra i nanodots producono lo stesso rumore della mina di una matita su un foglio di carta. Un iPad con uno schermo nativo del genere sarebbe un sogno: cambia totalmente l’esperienza di fruizione del dispositivo, soprattutto per chi, come me, ama scriverci molto a mano utilizzando GoodNotes o altre app simili. È disponibile in diversi formati, l’istallazione è semplicissima, richiede pochi minuti e il risultato è perfetto al millimetro, non si formano bolle e il posizionamento del tutto centrato rispetto ai margini (vi consiglio comunque di seguire il video di applicazione che trovate sul sito).

Se avete un iPad dovete assolutamente provarlo, trovate due pellicole in ogni busta. È disponibile su Amazon per tutti i formati di iPad o direttamente sul sito, è spedito in Europa, arriva in tre giorni con la spedizione gratuita.

Meglio del previsto

Poche ore fa, il Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti ha reso noti i dati sull’occupazione del paese e, a dispetto dei più cupi catastrofismi circolati tra marzo e giugno di quest’anno, sono inaspettatamente buoni. Nel periodo si sono aggiunte 238mila nuove assunzioni e il tasso di disoccupazione è sceso più del previsto, di quasi 2 punti percentuali, all’8,4%. L’incremento delle assunzioni è distribuito in tutti i settori industriali e in tutte le fasce demografiche.

Il Segretario del lavoro, Eugene Scalia, ha dichiarato:

Today’s jobs report is encouraging news for American workers heading into Labor Day. The report significantly beat expectations, with the unemployment rate dropping to 8.4 percent even as more Americans entered the labor force. Unemployment fell across all demographics, and the 1.4 million jobs added showed increases across most industry sectors.
Eugene Scalia

A fine maggio, dopo 9 settimane dell’inizio della diffusione della pandemia, l’emorragia di posti di lavoro negli Stati Uniti aveva toccato cifre record con 39,6 milioni di nuovi disoccupati in 9 settimane. Secondo il Census Bureau1 il 47% degli occupati dai 18 anni in su aveva perso il lavoro e secondo lo scenario della FED, entro l’estate, il tasso di disoccupazione avrebbe superato il 30%. Per fortuna le cose pare stiano prendendo una piega meno drammatica.

Già a luglio il tasso di disoccupazione era sceso al 10,2% rispetto all’11,1% di giugno e questo trend positivo ravviva la speranza che l’economia del paese possa riprendersi nonostante il Covid-19 continui ancora a circolare. Fin qui, sembrerebbe che le cose stiano andando per il meglio ma c’è un dato scomodo che non può essere sottovalutato: anche ad agosto molte grandi aziende hanno proceduto ad avviare massicci piani di licenziamenti. Segnalo:

American Airlines, la più grande compagnia aerea del mondo con 133,7mila dipendenti a livello globale, ha annunciato 19mila licenziamenti. United Airlinse procederà al taglio di 16.370 dipendenti al 1° ottobre. Ford Motor ha presentato un piano di ristrutturazione pluriennale da 11 miliardi di dollari che prevede un taglio di 1.400 posti di lavoro.

In Europa gli aiuti messi in campo dagli stati hanno per ora scongiurato la catastrofe anche se c’è il sospetto che, qualora le reti di protezione dell’occupazione dovessero venire meno, potrebbe realizzarsi uno scenario da incubo con 59 milioni di posti di lavoro spazzati via nel giro di pochi mesi.


  1. Census Bureau, Among the population of adults 18 and over, 47% either lost employment income or another adult in their household had lost employment income since March 13. Thirty-nine percent of adults expected that they or someone in their household would lose employment income over the next four weeks.