Ancora sullo smart working…

La pandemia ha reso lo smart working una forma di lavoro obbligata dettata dell’emergenza: le grandi aziende tecnologiche lo attueranno in modo sistematico. Ma quanto durerà?

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Nel 2015, ai dipendenti di Facebook venne offerta un’insolita proposta: un bonus in contanti di almeno 10mila dollari se si spostavano nel raggio di 10 miglia dalla nuova sede centrale della società, nella periferia di Menlo Park, in California. Tuttavia, cinque anni – e una pandemia – più tardi, le cose sono cambiate repentinamente. Zuckerberg ha dichiarato che consentirà ad alcuni dipendenti di lavorare da casa in modo permanente1, con l’aspettativa che circa la metà dei 48.000 dipendenti di Facebook lavoreranno in remoto tra cinque o dieci anni2.

«Certainly being able to recruit more broadly, especially across the U.S. and Canada to start, is going to open up a lot of new talent that previously wouldn’t have considered moving to a big city.»
Mark Zuckerberg

Senza lasciarci trascinare troppo dal fascinoso romanticismo della narrazione, quella che può sembrare una questione di attenzione verso il work-life balance delle persone assume contorni assai più pratici: è una faccenda che prima di tutto ha a che vedere con i costi. Meno gente in ufficio significa meno costi strutturali da sostenere, che in periodi globali di magra, è sempre un’utile ricetta per tenere in ordine i conti. Anche i titani della tecnologia se ne sono accorti: negli anni hanno costruito imperi e celebrato se stessi con sedi sempre più imponenti, quasi dei veri e propri monumenti alla loro grandezza (prendete l’Apple Park, una struttura futuristica circolare di 860mila metri quadri che ospita 12mila dipendenti e costata la bellezza di 5 miliardi di dollari).

Nel trambusto di questi mesi anche Google, Twitter e Square hanno concesso ai propri dipendenti di lavorare da remoto. Twitter e Square hanno deciso di rendere lo smart working una forma di prestazione permanente. Noi italiani siamo un po’ diversi, indipendentemente dal settore industriale. Per colpa della pandemia abbiamo abbracciato una forma di lavoro da casa contingente che impropriamente è stata definita come smart working. Dopotutto, non ci siamo trovati male. Tuttavia non illudiamoci, perché tornerà ad essere l’eccezione – non la regola – non appena gli echi di questo periodo eccezionale si smorzeranno.


  1. The Information, Facebook’s remote shift puts Silicon Valley on edge. The move is likely to reverberate across the tech industry, whose identity for more than half a century has been tied to the notion that its success comes from having employees work in close proximity. 
  2. Washington Post, After the pandemic-forced experiment with work from home proved successful, several tech companies are already planning not to return everyone to the office even after the social distancing restrictions ease. 

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