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Apple M1: come stravolgerà il mercato dei processori

Apple sta già lavorando alla seconda generazione del processore M1 che dovrebbero sbarcare sul mercato nella primavera 2021.

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Secondo quanto è trapelato in giornata su Bloomberg, Apple sta lavorando a pieno regime sul successore del chip proprietario M1 che ha debuttato a novembre sui MacBook Pro, MacBook Air e sui Mac mini. La prossima generazione di processori sarà talmente potente da superare in modo significativo e non marginale i chip Intel più performanti.

Pare che la notizia provenga direttamente dalle retrovie della società, le fonti non vengono nominate perché il progetto non è ancora di pubblico dominio, tuttavia l’effetto si è fatto sentire in borsa dove le azioni Apple sono cresciute del 1,3% mentre quelle di Intel sono scivolate del 2,9%: si stima che Intel ricavi 3,4 miliardi di dollari l’anno per la vendita dei suoi chip ad Apple. Il rilascio dei nuovi chip è previsto già in primavera probabilmente sugli iMac e i MacBook Pro di fascia più alta (si parla di un rinnovo del 16” e dell’introduzione di un 14”) e in una seconda fase in autunno, mentre per la completa transizione si dovrà attendere il 2022.

Il passaggio ai processori della serie M è stato accolto favorevolmente sia dagli utenti che dalla stampa di settore. L’M1 sul MacBook Air raggiunge prestazioni talmente performanti da fare impallidire i MacBook Pro della precedente generazione ad un costo sensibilmente più contenuto.

«The new Air is particularly exiting. While it offers the same powerful M1 SoC as the Pro model, it is quiet with its fanless cooling, and costs significantly less.»
NotebookCheck

Il processore M1 funziona con otto CPU core: quattro impegnate nelle performance di pura potenza di calcolo, altre quattro invece sono dei power savers che teoricamente consumano un decimo dell’energia di cui necessitano le CPU core. macOS decide autonomamente quali core utilizzare per ottimizzare le prestazioni complessive del sistema, attraverso un processo chiamato asymmetric multiprocessing1 che consente una maggiore potenza e durata della batteria dei dispositivi.

Al momento, in questa fase di transizione, lo svantaggio principale del chip M1 consiste nel fatto che utilizza un’architettura e un set di istruzioni diverso da quello dell’omologo Intel o AMD e non sarà pertanto in grado di eseguire le applicazioni x86 senza emularle2. Le maggiori software house stanno già lavorando ai necessari aggiornamenti per non rinunciare a un mercato, quello dei Mac, che negli anni ha raccolto un bacino sempre maggiore di utenti. Adobe sta lavorando al porting della propria suite software e Microsoft ha annunciato una nuova versione di Office da far girare in modo nativo sulle macchine M1.

Infine, sempre secondo Bloomberg, tra il 2021 e il 2022, Apple prevede di lanciare sul mercato aggiornamenti alla GPU destinati al settore di fascia alta, con 64 e 128 core dedicati e diverse volte più potenti degli attuali moduli grafici di Nvidia e AMD oggi utilizzati nell’hardware Intel e AMD. L’obiettivo di Apple è quello di sganciarsi completamente dai fornitori della componentistica elettronica, dettare in autonomia la propria agenda evolutiva e stravolgere una volta per tutte un mercato che spesso, per favorire i risultati economico-finanziari di lungo periodo dei vendors, introduce in un orizzonte temporale di non meno di cinque anni poche modifiche incrementali.

Da quanto si è visto già con questo primo processore M1, Apple ha compiuto un balzo in avanti lasciando al palo i vecchio competitor: e chissà se questi riusciranno a stargli dietro.


  1. Wikipedia, An asymmetric multiprocessing (AMP or ASMP) system is a multiprocessor computer system where not all of the multiple interconnected central processing units (CPUs) are treated equally. 
  2. Tom’s Hardware, Apple M1 chip: specs, performance, everything we know. 

4 Commenti

  • L
    Preso oggi
    • P
      Lo so che sei un fanboy Apple... Ma guarda che Windows gira già da un po’ su processori ARM... Apple alla fine fa sempre la stessa cosa, prende ciò che esiste già e lo ottimizza (per poi venderlo a caro prezzo)
      • V
        Ormai i Macbook hanno raggiunto una qualità tale da segnare il passo rispetto ai sistemi windows alternativi. Molti di questi sono brutti perfino a vederli, fatti di plastica dozzinale e costano più di un Air che al prezzo a cui è stato piazzato è insuperabile. Poi se fino a qualche tempo fa il parco applicazioni per Mac era contenuto oggi direi che non ci sono più problemi rispetto ai sistemi Windows.
        • C
          A me ‘sto M1 ha fatto tornare la scimmia per i computer Apple. E stavolta costano pure una cifra decisamente accettabile