Il dramma del lavoro dopo quello sanitario

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No, la situazione non è affatto buona e non solo dal punto di vista sanitario. Negli Stati Uniti, nelle ultime sei settimane si sono registrati 30 milioni di nuovi disoccupati, il numero più alto mai registrato dalla Grande Depressione degli anni Trenta. Secondo le stime, entro giugno, il tasso di disoccupazione del paese potrebbe salire al 20% rispetto al 3,2% di febbraio 20201.

Richieste settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti. Andamento storico dal 1° gennaio 2020 al 1° maggio 2020. Fonte Federal Reserve Bank.

Richieste settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti. Andamento storico dal 1° gennaio 2004 all’11 aprile 2020. Fonte Federal Reserve Bank.

Molte grandi società stanno predisponendo massicci tagli al personale per mitigare gli effetti causati dal lockdown mentre per altre è in discussione la stessa sopravvivenza.

  • Airbnb è sull’orlo del collasso e su Wired2 si chiedono se non siamo vicini alla sua fine.
  • Non va meglio a Booking ed Expedia in quanto il settore della prenotazione dei viaggi è uno dei più colpiti dalla pandemia.
  • Hertz, il gigante dell’autonoleggio ha licenziato 10.000 dipendenti e sta valutando la possibilità della bancarotta.
  • Ryanair ha annunciato un taglio di 3.000 dipendenti, la chiusura di alcune basi in tutta Europa e ulteriori misure di riduzione degli stipendi del personale.
  • La Boeing ha annunciato un taglio di 16.000 dipendenti, pari al 10% della sua forza lavoro complessiva.

Le misure di tutela del lavoro adottate dal nostro paese hanno temporaneamente tamponato la ferita ma come sarà il dopo? Riuscirà la nostra già fragile economia ad assorbire il colpo durissimo inflitto al tessuto produttivo italiano dal lockdown prolungato e dai suoi inevitabili effetti?

Altri post li trovate qui:


  1. Federal Reserve Bank of St. Louis, Employment, Weekly Initial Claims. 
  2. Wired UK, «The numbers are devastating. According to AirDNA, an online rental analytics firm, new bookings on Airbnb are down 85 per cent; cancellation rates are close to 90 per cent.» 

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