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Droni e droidi: il futuro delle consegne tramite i veicoli autonomi è già iniziato

Nel 2023 l’e-commerce rappresenterà il 20% della quota globale delle vendite al dettaglio e sarà rivoluzionato dall’impiego dei sistemi autonomi per le consegne.

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Sono i cosiddetti Autonomous Delivery Veichles (DAV), veicoli robotizzati autonomi, ed entro il 2030 stravolgeranno i processi di delivery delle catene logistiche legate all’e-commerce, gestendo in autonomia e senza il ricorso dell’intervento umano una mole sempre più significativa di consegne. Sono veicoli terrestri o droidi, come l’R2 di Nuro, il primo servizio commerciale di delivery a guida autonoma ad aver ottenuto il via libera in California, o droni in grado di raggiungere qualsiasi destinazione e che presto affolleranno i cieli delle nostre città.

Già nel 2013 Jeff Bezos aveva svelato il progetto Amazon Prime Air1, il futuro sistema di delivery di Amazon nato con l’obiettivo di garantire consegne entro mezz’ora dall’evasione dell’ordine attraverso l’impiego di una flotta di ottocotteri (i riferimenti li trovate qui) e d’allora aziende tecnologiche, piattaforme di e-commerce ed enti regolatori hanno lavorato a braccetto per accelerare l’introduzione in esercizio di tali tecnologie. Ma Amazon non è interessata solo ai droni ma anche ai loro omologhi terrestri, i droidi che fanno parte della flotta su ruote di Amazon Scout e che dal 2019 stanno operando in alcuni quartieri residenziali di Seattle. Alibaba, gigante cinese dell’ecommerce, investirà 15 miliardi2 nei prossimi cinque anni nell’automazione delle infrastrutture della sua catena logistica che vede nell’introduzione dei veicoli senza pilota un fattore strategico per la propria crescita. UPS, tramite la società controllata UPS Flight Forward, già dal 2019 ha impresso una significativa accelerazione al piano di sviluppo della propria flotta di droni, avviando anche una serie di test operativi3 che prevedono la consegna di medicinali e piccoli beni. Anche Welmart, lo scorso settembre, ha avviato un progetto pilota per le consegne on-demand in collaborazione con Flytrex, startup israeliana che ha iniziato ad operare nel 2015 come partner di AHA il maggiore sito di e-commerce islandese. Perfino Domino’s, il gigante globale della pizza, già dal 2016 sta effettuando una serie di test4 in Australia, Belgio, Francia, Olanda e Giappone per consegnare i suoi ordini attraverso i droni. Nel nostro paese, Poste Italiane ha annunciato a marzo del 2019 un futuro di consegne tramite droni e veicoli autonomi anche se non risultano ancora pubbliche le modalità e tempistiche di attuazione.

«Stiamo lavorando al progetto droni, ma ci sono iniziative anche più interessanti dove la consegna spersonalizzata viene fatta da veicoli senza conducente che parcheggiano sotto casa del destinatario, lo avvisano con un sms, lui scende, apre con un codice un cassetto del mezzo e ritira il pacco.»
Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane.

Alcuni studi5 stimano che, nel 2021, il settore dell’e-commerce registrerà una crescita del 17%, con oltre 2,1 miliardi di persone che acquisteranno beni online, ed entro il 2023 rappresenterà il 20% della quota globale delle vendite al dettaglio. Le consegne in un giorno ed entro le 3 ore dall’ordine saranno i segmenti a più alta crescita e richiesta nel settore del delivery e spingeranno a loro volta l’aumento delle vendite sulle piattaforme on-line, grazie alla contrazione tra i tempi di un ordine e quelli di consegna. Tali performance, con le attuali flotte di corrieri, sarebbero impensabili: andrebbero in contro a costi insostenibili e risulterebbero del tutto impraticabili in talune circostanze come nei casi in cui la distanza tra l’hub di uscita dell’ordine e la sua destinazione risulterebbero difficili da coprire anche solo nella stessa giornata.

L’impiego dei veicoli autonomi, oltre a garantire una maggiore praticità e capillarità nella capacità di delivery, potrebbe ridurre i costi tra l’80% e il 90% rispetto alle attuali modalità con cui avvengono le consegne. Inoltre, avrebbe benefici non trascurabili anche in termini ambientali e di contenimento delle emissioni di CO2.

Come potrete immaginare, questo balzo epocale richiede, oltre alla disponibilità di un’adeguata tecnologia anche un’insieme di norme per garantire corrette modalità operative e rigidi criteri di sicurezza volti a mitigare i potenziali rischi emergenti dovuti all’introduzione in esercizio delle flotte di droni nello spazio aero dei vari paesi. Per questo motivo gli enti regolatori in tutto il mondo sono al lavoro nel definire un quadro normativo in grado di accompagnare nei prossimi anni l’introduzione di tali sistemi nell’operatività quotidiana.

La Federal Aviation Administration americana, in una nota6 pubblicata oggi, ha divulgato un aggiornamento alle linee guida sugli Unmanned Aircraft specificando alcuni requisiti fondamentali. Il più importante riguarda il cosiddetto Remote ID, un codice per l’identificazione univoca dei droni che fornisce informazioni utili alle autorità di sicurezza pubblica sull’origine del veicolo e consente di ridurre la possibilità di interferenze con altri aeromobili, persone o proprietà al livello del suolo (considerate che ad oggi, il regolamento federale dell’aviazione proibisce il volo notturno dei droni senza che l’operatore abbia ottenuto una deroga dalla FAA). La norma entrerà in vigore tra due anni ma entro i prossimi 18 messi, tutti i droni in vendita negli Stati Uniti dovranno ottenere l’ID per poter volare e i proprietari di precedenti dispositivi dovranno dotarsi di un sistema di radiofaro entro 24 mesi.

Sempre a proposito dei droni, in termini più generali, in Italia la normativa è emessa dall’ENAC. In molti ignorano l’esistenza di regole specifiche a cui attenersi per evitare sanzioni e mettere in pericolo la sicurezza pubblica. Riassumo di seguito le più importanti (vigenti alla data di pubblicazione del post): per tutti i droni di massa uguale o maggiore ai 250 grammi, per qualsiasi utilizzo, è necessaria l’autorizzazione da parte di ENAC; è obbligatoria un’assicurazione per qualsiasi tipo di drone per qualsiasi tipo di uso; è sempre necessaria un’autorizzazione anche in caso di sorvolo di aree private in quanto lo spazio aereo è un bene pubblico; è sempre opportuno, prima di qualunque volo, consultare le carte aeronautiche per verificare se nell’area vige un divieto di sorvolo.


  1. The Verge, Delivery drones are coming: Jeff Bezos promises half-hour shipping with Amazon Prime Air, (2013). 
  2. Robotics and Automation, Alibaba is reportedly planning to invest $15 billion over the next five years to build up its global-logistics infrastructure and development of robots sorting and fulfilling merchandise. 
  3. CNet, UPS drone delivers medicine from CVS straight to customers’ homes (2019). 
  4. The Guardian, Company is looking to become first to carry out regular deliveries by drone from late 2016 after conducting trial run in Auckland (2016). 
  5. FutureBridge, Future Outlook of Autonomous Delivery Vehicles. 
  6. Federal Aviation Administration, The U.S. Department of Transportation’s Federal Aviation Administration (FAA) today announced final rules for Unmanned Aircraft (UA), commonly known as drones. 

1 Commento

  • P
    Grande Antonio! A parte per il sito che trovo magnifico ma anche per i contenuti interessanti che condividi. Ho seguito l'evoluzione di interrupt negli ultimi mesi e quando dopo aver letto il tuo post su facebook ho aperto il nuovo sito sono rimasto piacevolmente colpito. Bravissimo perché sai sempre stupirmi ogni volta che pubblichi qualcosa.