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Facebook sotto la lente dell’antitrust

La Federal Trade Commission starebbe indagando su Facebook per possibili violazioni alle norme sull’antitrust.

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Secondo quanto riporta Reuters un gruppo di una quarantina di stati americani, guidati da New York, starebbe indagando su Facebook per possibili violazioni alle norme sull’antitrust, con l’obiettivo di avviare una causa nei confronti del social network entro la fine di quest’anno. I commissari della Federal Trade Commission hanno fatto un primo punto sulla questione mercoledì, e si suppone che a breve la relativa denuncia venga presentata presso la corte distrettuale.

Oltre all’abuso di posizione dominante, l’accusa riguarda le modalità con cui Facebook ha acquisito negli anni scorsi piccoli potenziali rivali, pagando un premio significativamente più alto del loro intrinseco valore al fine di azzerare la concorrenza e creare una monopolio nel settore globale dei social. Tra le acquisizioni più importanti di Facebook figurano:

acquisizioneannopremio
Instagram20121 miliardo
WhatsApp201419 miliardi
Oculus20142 miliardi
CTRL-Labs20191 miliardo
Principali acquisizioni di Facebook. Premio in dollari.

Inoltre, dal 2007 ad oggi, il social network ha acquisito oltre 82 aziende tra cui inoltre Parakey, FriendFeed (social che andava per la maggiore nei primi anni del 2000 acquisito per una cifra tra i 15 e i 33 milioni), Friendster, Hot Potato, Beluga (servizio di messaging antesignano di Messenger) e Ascenta.

Most of Facebook’s acquisitions have primarily been “talent acquisitions” and acquired products are often shut-down. Facebook CEO Mark Zuckerberg has stated in 2010 that “We have not once bought a company for the company. We buy companies to get excellent people… In order to have a really entrepreneurial culture one of the key things is to make sure we’re recruiting the best people.
Wikipedia

In un’audizione davanti al Congresso dello scorso novembre Mark Zuckerberg ha sostenuto che l’azienda non opera in regime di monopolio1 (…evito ogni commento in proposito…) ma che ha una serie di concorrenti tra cui altri giganti della tecnologia come Twitter, Google, Amazon e ha difeso le acquisizioni affermando la piattaforma ha aiutato piccole aziende destinate all’irrilevanza a espandersi a consolidare il proprio business.

Se la denuncia venisse presentata entro la fine dell’anno sarebbe la seconda causa intentata nel 2020 contro una società big tech. Ad ottobre il Dipartimento di Giustizia ha citato in giudizio Google con l’accusa di monopolio illegale e abuso di posizione dominante nel settore della ricerca e della pubblicità legata alla ricerca online.

Già nel 2019 il Dipartimento di Giustizia e la Federal Trade Commission hanno iniziato a mettere sotto la lente d’ingrandimento dell’antitrust anche Amazon e Apple per condotte scorrette. A luglio dello stesso anno, anche la Commissione Europea ha aperto un’investigazione su Amazon riguardo all’uso illecito di dati sensibili da parte dei venditori sul proprio marketplace in violazione delle regole della competitività europee.


  1. The Observer, Zuckerberg to Congress: Facebook isn’t a monopoly, cares about disinformation. 

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