Hertz, il gigante dell’autonoleggio, si prepara a dichiarare la bancarotta

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Too big to fail, recitava una teoria in voga negli anni ’80, smentita sistematicamente da una serie di note vicende nell’ultimo ventennio e, più recentemente, dagli effetti della pandemia. Stando a quello che circola sulle principali testate economiche, il gigante dell’autonoleggio Hertz si sta preparando a dichiarare il fallimento. La domanda potrebbe arrivare in tribunale entro oggi, qualora non si riesca a trovare un accordo con i creditori per ristrutturare il debito.

La società, fondata a Chicago nel 1918, gestiva a febbraio 2020 più di 12.400 sedi in tutto il mondo con 38mila dipendenti i cui 29mila negli Stati Uniti e 19mila a livello globale. Nel 2019 i ricavi sono cresciuti a 9,1 miliardi di dollari rispetto agli 8,7 del 2018 ma nel biennio si sono accumulate perdite complessive per 283 milioni di cui 58 nell’esercizio 2019 e 225 nell’esercizio 2018.

Le forti restrizioni di viaggio legate all’epidemia di Covid-19 e al crollo dell’economia hanno fortemente penalizzato le entrate nei primi mesi dell’anno tanto che la società, a corto di liquidità, non potendo pagare i canoni di leasing della flotta, ha annunciato già ad aprile il licenziamento1 di 10mila dipendenti impiegati nelle operations del Nord America.

Aggiornamento delle 21:00 – Il Financial Times riporta che per ora la società è riuscita a evitare la procedura di bancarotta con un accordo dell’ultimo minuto. Secondo quanto riporta il New York Post i creditori avrebbero concesso altre tre settimane per fornire un’adeguata risposta finanziaria in grado di sostenere l’impatto del coronavirus sul business. La deadline è fissata per il 22 maggio.


  1. Reuters, U.S. car rental company Hertz to lay off 10,000 staff on coronavirus hit. 

6 Commenti

  • F
    Io penso che siamo solo all'inizio di un dramma globale avrà conseguenze sull'economia reale per almeno un decennio. Se gli effetti della crisi precedente, in proporzione molto meno drammatica di quella che stiamo vivendo, ancora perduravano a distanza di dieci anni prepariamoci a convivere con l'idea che la coda di questa pandemia sarà molto lunga e per niente piacevole.
    • A
      Non ne capisco molto di economia. Ma mi pare di capire che molte aziende stanno fallendo in quanto basano il loro ciclo sul cash flow, manca quello crolla tutto... Può essere? Di conseguenza mi pare di capire che la lezione sia: è consigliato avere riserve pari ad un 80/90 % di cash flow degli ultimi x mesi... può essere?
      • Condivisibile, Andrea. I margini sono sempre più ridotti. I costi operativi e quelli strutturali erodono quasi completamente i ricavi. Due anni di perdite consecutive e Hertz si è ritrovata senza liquidità per sostenere il proprio business. Le riserve di liquidità sono l'unica salvezza in periodi del genere ma a meno che non sei Apple non è comune possedere quel genere di tesoretto.
    • S
      Negli USA il governo non interviene mai in queste faccende? E' un comportamento accettato dall'elettorato?
      • O
        Saranno tanti “Chapter 11” per consentire loro stragi sociali.
        • s
          Se non reggono queste aziende come possono reggere le piccole imprese italiane? Ho una partita iva e a quarantacinque anni devo solo sperare che sia lo stato a sostenermi con una mancetta da 600 euro perché non ho alternative. Secondo voi è possibile? Con che coraggio mi vengono a chiedere le tasse del 2019?