I timori della seconda ondata

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Leggevo stamattina su The Atlantic e su altre pubblicazioni locali, come il South China Morning Post, notizie non molto incoraggianti che arrivano da Hong Kong. La città, con 7,5 milioni di abitanti e una densità di popolazione tra le più alte al mondo 1, è stata nei mesi scorsi uno degli esempi più riusciti di contenimento della diffusione del coronavirus ma negli ultimi giorni la situazione pare stia precipitando di nuovo.

Nono sono riuscito a trovare dati più precisi ma la situazione pare sia questa. Sebbene Hong Kong non sia nuova a questo scenario – nel 2003 aveva affrontato un’epidemia di SARS – comincia a farsi largo la convinzione che il virus Covid-19 sia molto più difficile da contrastare e che gli sforzi per abbassare la curva dei contagi non siano una condizione sufficiente per poter tirare un sospiro di sollievo.

All’inizio di marzo il governo, nonostante il parere sfavorevole degli esperti1, ha autorizzato i dipendenti pubblici a rientrare negli uffici e anche le aziende private hanno iniziato una lenta ripresa verso la normalità.

Almeno fino a qualche giorno fa, quando il numero dei casi confermati ha ripreso a salire, con un’incidenza dei positivi più alta di prima, facendo scattare di nuovo l’allarme. Il governo è stato costretto a una repentina inversione di rotta: niente allentamento delle restrizioni, lavoratori di nuovo a casa, strutture pubbliche, bar ristoranti, cinema e parchi chiusi, adozione ancora più serata delle misure di rarefazione sociale. Gli assembramenti di più di quattro persone sono illegali per le prossime due settimane.

La preoccupazione che inizia a farsi largo è quella di una seconda ondata e che un solo giro di restrizioni non basterà a contendere la pandemia.

In Italia il dibattito sulla riapertura delle attività e il ritorno alla normalità sta già riempiendo le pagine dei giornali da giorni. Comprendo la preoccupazione dei sostenitori della tesi che l’economia non deve fermarsi ma questa epidemia, che nel nostro paese ha già provocato più di diecimila morti, ci porta difronte a due scelte: quella di riaprire e lasciare che il virus decimi gran parte della popolazione; quella di aspettare, di tenere duro.

Io sono per la seconda perché per quanto sarà difficile il futuro sapremo affrontarlo e i sacrifici economici che ci aspetteranno non saranno mai e poi mai paragonabili ai sacrifici gratuiti di centinaia di migliaia di vite umane.


  1. Worldometers, densità di popolazione di Hong Kong, 2020: 7.140 abitanti per Km quadrato. 

13 Commenti

  • L
    Sempre preciso e sul pezzo... e soprattutto sempre lucido nelle analisi. Ovviamente concordo su tutta la linea e spero soltanto che qui da noi prevalga il buon senso. Qui riaprire tutto prima di metà maggio sarebbe follia pura.
    • sì lo credo anche io. È una questione anche di civiltà e rispetto verso tutti i sanitari che in questo momento sono in prima linea a rischio della loro stessa vita.
    • Esatto... il problema è che noi abbiamo gestito tutto in maniera molto peggiore rispetto alla Corea e alla Cina, e non oso neanche immaginare ad un periodo di falsa tranquillità e poi vedere un tracollo peggiore di quello attuale, sarebbe un vero disastro.
  • S
    Noi una settimana fa avevamo pubblicato questo: una testimonianza di un'italiana proprio da Hong Kong. In quel momento c'erano ancora "solo" nuovi contagi importati diciamo, ora pare che la situazione sia di nuovo precipitata nonostante i GPS a chi entra: Qui l'articolo
    • Grazie per la segnalazione Simona.
  • G
    Ineccepibile.
    • L
      Come sempre condivido molto quello che scrivi e anch'io senza dubbio sono per la seconda opzione anche se dovesse costarci cara. Ma una cosa voglio far notare a tutti: non è che adesso stessimo tutti così bene come si vuol far pensare e non penso che dopo non riusciremo lo stesso a farlo. Certo avremmo bisogno di fare delle scelte e delle rinunce ma i nostri nonni, dopo la guerra ce l'hanno fatta e allora dico io che ce la faremo anche noi se abbiamo la stessa forza di volontà. Purtroppo penso che siamo anche abituati troppo bene e che sia proprio la forza di volontà a mancare!
      • R
        Molto d'accordo Antonio il punto è proprio quello che dici: chi sacrificare? Alla fine come ne usciremo ne usciremo ma ne usciremo male.
        • M
          Io sono per la prima anche se so che è impopolare ....fino a quando non si troverà un vaccino il covid19 girerà... un vaccino va dai 18 ai 5 anni in ogni caso ... anche quello che guariscono I Coronavirus (virus del banale raffreddore) raramente danno memoria Immunitaria durevole. covid-19 secondo le migliori stime può dare memoria immunitaria per 12>18 mesi. E poi siamo di nuovo lì che girerà se non abbiamo trovato vaccino ...o ci sia la bruttissima immunità di gregge ....
          • Questo non è granché confortante...
        • M
          In uk hanno appena detto che probabilmente prima di sei mesi non potremo tornare alla normalità
          • M
            Chiudere tutto si deve fare! Però non possiamo pensare di andare avanti così per un altro mese perché le persone non ce la fanno ad andare avanti e a sostenersi. A me preoccupa come riusciremo dopo a riprendere una certa normalità se invece dovremo continuare così ancora per molto tempo.
            • G
              Curiosità : oggi dopo che i giornali italiani hanno riportato le notizie su Honk Kong, l’artista Heather Parisi che vive nella capitale asiatica la ha ridimensionata presentandola come una fake news. Posto che si dovrebbero verificare meglio tutte le notizie, la preoccupazione su nuove ondate resta e se ne parla in tutto il mondo.