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Il Sottosopra

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C’è una brutta narrazione in corso sul caso Genovese e sulla ragazza di 18 anni che, stando a quello che riportano gli organi di stampa (cito letteralmente il Corriere della Sera) “è stata sequestrata e violentata per una notte dall’imprenditore arrestato a Milano il 7 novembre”.

Non riguarda tanto il tono di dissonante incredulità con cui certa stampa ha pennellato le “genialità” di Genovese rispetto all’inqualificabile gesto che avrebbe compiuto ma perlopiù il solito rapporto causa-effetto che si pone a giustificazione di tali abominevoli fatti.
In altre parole, siccome la ragazza sapeva in che giro si stava immischiando, avrebbe dovuto porre più attenzione – lei – a certe frequentazioni e se è successo quello che è successo – ahimè – è anche colpa sua. È un po’ come sostenere che se te ne vai per fatti tuoi in autostrada e un ubriaco ti viene addosso e ti manda al creatore, un po’ è pure colpa tua: potevi startene a casa, dopotutto.

E poi, scusate: di che giro stiamo parlando? A leggere tutto quello che è stato scritto era un giro di “bella gente”, di “geni”, di individui socialmente accreditati e di successo, con attico vista Duomo, mica un circolo della diseredata periferia frequentato da balordi figli di buona donna!

Starà alla magistratura stabilire le colpe, resta pur sempre il fatto che si dovrebbe smetterla di mezzo-colpevolizzare chi subisce violenza perché non si può giustificare in alcun modo chi la esercita approfittando delle debolezze e della fragilità delle proprie vittime.

19 Commenti

  • L
    La vicenda mi ricorda l’infelice frase di qualche anno fa di Andreotti sull’avvocato Giorgio Ambrosoli che liquidò il banco Ambrosiano (ucciso per mano di un killer assodato da Michele Sindona): "Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici - risponde il senatore a vita alla domanda sul perché Ambrosoli fu ucciso -. Certo è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando”.La vicenda mi ricorda l’infelice frase di qualche anno fa di Andreotti sull’avvocato Giorgio Ambrosoli che liquidò il banco Ambrosiano (ucciso per mano di un killer assodato da Michele Sindona): "Non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici - risponde il senatore a vita alla domanda sul perché Ambrosoli fu ucciso -. Certo è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando”.
    • E
      La mentalità della gente non è cambiata. Tra la gente ci sono anche i giornalisti, purtroppo. Devo ammettere però di aver letto pezzi con dovizia di particolari che evidenziavano la totale disumanità di lui che infieriva senza pietà su un corpo inerme...salvo poi giustificarsi con il ridicolo: "sono dipendente dalla cocaina!", Come se la droga avesse il potere di spegnere la nostra umanità come si spegne un interruttore. Chi ha visto quei video sa che nessun essere umano può andarsi a cercare una cosa del genere, per nessun motivo al mondo!!! Fermo restando che anche approfittare di una ragazza che ha abusato di alcol e/o sostanze e non è più padrona di sé è cosa da uomini piccoli piccoli!!
      • M
        Su Instagram vedi le storie di Carlotta Vagnoli Che parla proprio della stampa e dei blog e del linguaggio riprese anche da Chiara Ferragni.
        • F
          Senza voler discolpare chi ha commesso dei crimini, resta comunque il buonsenso che se frequenti feste e party a base di cocaina dovresti usare più attenzione certamente... Non significa nulla sul profilo della colpevolezza, però poi se le cose succedono non si può rimanerne così meravigliati come se fosse un fatto successo in oratorio.
          • Ferdinando questo, sebbene dal punto di vista del buon senso può essere condiviso, non può essere in alcun modo una mezza giustificazione. Vale quello che ho detto sopra.
          • I crimini succedono ovunque (anche in oratorio), perché ci sono i criminali. Questa ragazza é una vittima, punto. Che ci fosse cocaina offerta gratuitamente ai partecipanti é semmai un'aggravante. A 18 anni avrai pure il diritto di finire nella festa sbagliata, senza per questo finire violentata? Sull'uso delle droghe in ambito ricreativo dovremmo fare ben altre campagne. Prima di tutto informative, e poi di contenuto, per creare un'offerta opposta, basata su cultura e sport. In modo che questi ragazzi abbiano anche delle alternative. Se la festa diventa sinonimo di sballo, c'è un problema. Al primo posto dovrebbero esserci contenuti culturali, musica, sport. L'aggregazione intorno a un contenuto anziché attorno al nulla, altrimenti le sostanze colmano il vuoto. Questo non vuol dire che il consumo di droghe scomparirà in presenza di un'alternativa, ma diventerà periferico e non centrale come sembra fosse in queste "feste"
        • S
          Gli effetti collaterali del mito della meritocrazia... Ci sono studi a riguardo secondo cui con le persone di successo si è più inclini al "perdono" e al colpevolizzare la vittima. Da brividi.
          • Simone mamma mia però... quello che è successo col "mito della meritocrazia" non ha proprio nulla a che vedere.
        • R
          La vicenda processuale segue la sua strada a prescindere dalle considerazioni etiche che sono però inevitabili come accade in tutti i fatti di cronaca di cui tutti parlano. Sono due mondi per fortuna paralleli che non si dovrebbero incontrare mai.
          • D
            Antonio guarda da donna pure io ti dico che se sapeva dove stava infilandosi avrebbe dovuto essere prudente ma con questo non si vuol dire che se l'è cercata. Non è stata l'unica bella ragazza in circolazione a 18 anni, certe festine per esser invitata implicano che prima ti ha avvicinato altra gente per sondare che tipo eri, implica che i tuoi genitori non si chiedono dove sei a una certa ora, implica che non ti chiedi come mai dei 40 enni ricchi invitino proprio te 18 enne, implica che forse non ci vuole un genio a capire che vogliono e come può evolvere la serate. Guarda io non ho mai bevuto un bicchiere offerto in un locale per prudenza.. Sarò stata troppo esagerata ma non puoi non sapere cosa vogliono da te certe persone.... Semplicemente credeva noj sarebbe successo nulla di male ma ha sottovalutato la situazione. Di certo resta la vittima.
            • Daniela un conto è la consapevolezza delle cose, e su questo siamo d’accordo, un conto però è parzialmente giustificare un atto come questo sulla base del fatto che qualcuno di certe cose non sia pienamente consapevole o semplicemente le sottovaluti.
          • C
            Se iniziassero a togliere di mezzo la cocaina e chi la usa saremmo in un mondo migliore.
            • L
              uno schifo!!!
              • G
                Antonio grazie di questo tuo bell'intervento. Mi trovo allineata con te. La differenza fra il senso di responsabilità sul proprio agire e l'automatica, arbitraria condivisione dell'imputabilità di un atto d'aggressione è spesso, purtroppo, travisata. Da un punto di vista di giudizio sui fatti se si osserva solo la loro ricostruzione cronologica, come hai giustamente sottolineato tu, è facile, osservando il comportamento della vittima, dire: "se non fosse andata...non sarebbe accaduto;" ma quest'analisi, molto superficiale, quand'anche corretta da un punto di vista di unilateralità di causa-effetto, non deve distogliere dal giudizio sulla gravità del reato, perché è su di esso che il giudizio criminale si sviluppa. Esclusivamente qui: sulla violenza, sulla gratuità di un'offesa che, a parità di circostanze, non deveva accadere. Punto.
                • E
                  Bisogna cominciare ad osannare di meno certi personaggi, e parlo per tutto quell'entourage mediatico che scrive di tecnologie e finanza su internet ! Tutti amici e pronti a sostenersi l'un l'altro scambiandosi la moneta della visibilità ! Questo tipo era amico di tutti ! Scambiandosi ammiccamenti e battutine sui vari commenti dei profili delle persone più seguite. Su questo i principali colpevoli siamo noi fan/user che trattiamo con venerazione chi propina un certo tipo di narrazione "falsa", è tutto falso ! I soldi non si fanno dal salotto di casa o da un jet executive o da un albergo di Londra o Dubai ! Se quelli fanno soldi, è perchè esistono boccaloni disposti a farglieli fare.
                  • G
                    Antonio purtroppo non c’è quasi mai empatia con la donna vittima. Anzi, anche se vittima, viene messa sotto processo. Gli stessi media spostano l’attenzione sulla donna laddove parliamo di stupri (vedi il caso e i commenti misogini: cosa ci faceva là?, da uomini che si drogano cosa ti aspetti? ecc...) Al contrario succede se si parla di femminicidi: lui, un bravo lavoratore, cortese (sempre a detta dei vicini di casa), amorevole con i figli, e via dicendo. Oggi, proprio oggi mi sento di vivere in un 25 novembre 2020 a.c. La violenza è sempre e solo di chi la esercita. E non sono altro che mostri!
                    • S
                      Concordo pienamente e mi fa orrore quanto facile sia spostare l’attenzione dal fatto per pensare che la vittima de la sia cercata. Per la gente che frequentava, per come si vestiva, per dove si trovava... Ieri ho parlato di un riso odio di transfobia accaduto ad una persona che conosco, che è stata derisa pubblicamente durante un controllo aeroportuale da un addetto alla sicurezza. Una persona (una per fortuna) mi ha scritto dicendomi di non esagerare, perché per una cosa così questo uomo rischia di perdere il lavoro e magari ha famiglia. Quindi la colpa è della vittima che se denuncia può far perdere il lavoro a chi sul posto di lavoro si è comportato senza rispetto alcuno. Scusa il quasi off topic ma ho trovato in verità calzante il tuo post con la mia riflessione.
                      • Condivido tutto Sonya e quello di cui parli è solo una variante di quello di cui parlavo sopra ma, per gli effetti, la sostanza è la stessa.
                    • A
                      Condivido e sottoscrivo ogni singola parola. È uno schifo!