Meglio del previsto

Poche ore fa, il Dipartimento del lavoro degli Stati Uniti ha reso noti i dati sull’occupazione del paese e, a dispetto dei più cupi catastrofismi circolati tra marzo e giugno di quest’anno, sono inaspettatamente buoni. Nel periodo si sono aggiunte 238mila nuove assunzioni e il tasso di disoccupazione è sceso più del previsto, di quasi 2 punti percentuali, all’8,4%. L’incremento delle assunzioni è distribuito in tutti i settori industriali e in tutte le fasce demografiche.

Il Segretario del lavoro, Eugene Scalia, ha dichiarato:

Today’s jobs report is encouraging news for American workers heading into Labor Day. The report significantly beat expectations, with the unemployment rate dropping to 8.4 percent even as more Americans entered the labor force. Unemployment fell across all demographics, and the 1.4 million jobs added showed increases across most industry sectors.
Eugene Scalia

A fine maggio, dopo 9 settimane dell’inizio della diffusione della pandemia, l’emorragia di posti di lavoro negli Stati Uniti aveva toccato cifre record con 39,6 milioni di nuovi disoccupati in 9 settimane. Secondo il Census Bureau1 il 47% degli occupati dai 18 anni in su aveva perso il lavoro e secondo lo scenario della FED, entro l’estate, il tasso di disoccupazione avrebbe superato il 30%. Per fortuna le cose pare stiano prendendo una piega meno drammatica.

Già a luglio il tasso di disoccupazione era sceso al 10,2% rispetto all’11,1% di giugno e questo trend positivo ravviva la speranza che l’economia del paese possa riprendersi nonostante il Covid-19 continui ancora a circolare. Fin qui, sembrerebbe che le cose stiano andando per il meglio ma c’è un dato scomodo che non può essere sottovalutato: anche ad agosto molte grandi aziende hanno proceduto ad avviare massicci piani di licenziamenti. Segnalo:

American Airlines, la più grande compagnia aerea del mondo con 133,7mila dipendenti a livello globale, ha annunciato 19mila licenziamenti. United Airlinse procederà al taglio di 16.370 dipendenti al 1° ottobre. Ford Motor ha presentato un piano di ristrutturazione pluriennale da 11 miliardi di dollari che prevede un taglio di 1.400 posti di lavoro.

In Europa gli aiuti messi in campo dagli stati hanno per ora scongiurato la catastrofe anche se c’è il sospetto che, qualora le reti di protezione dell’occupazione dovessero venire meno, potrebbe realizzarsi uno scenario da incubo con 59 milioni di posti di lavoro spazzati via nel giro di pochi mesi.


  1. Census Bureau, Among the population of adults 18 and over, 47% either lost employment income or another adult in their household had lost employment income since March 13. Thirty-nine percent of adults expected that they or someone in their household would lose employment income over the next four weeks. 

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