Il pivot dell’industria petrolifera

Difronte al crollo dei profitti dell’industria dei combustibili fossili e agli effetti della crisi climatica che minaccia l’intero settore, le compagnie petrolifere si stanno reinventando. Come? Producendo più plastica. Ma si trovano ad affrontare due problemi: molti mercati sono già sommersi dalla plastica e sono pochi i paesi disposti a diventare la discarica dei rifiuti plastici di tutto il mondo, il cui processo di smaltimento richiede complessi e costosi processi industriali.

Da quando la Cina nel 2018 ha chiuso i porti1 all’ingresso dei rifiuti plastici provenienti dagli altri paesi (fino al 1992 nel paese confluiva il 45% dei rifiuti plastici mondiali), gli esportatori hanno cercato nuove discariche, la maggior parte delle quali oggi sono localizzate nel continente africano. Solo per dare un’idea, l’export di rifiuti plastici verso i paesi dell’Africa è più che quadruplicato nel 2019 rispetto al 2018.

Nel 2019, secondo i dati riportati dal New York Times, gli esportatori americani hanno spedito quasi mezzo milione di tonnellate di rifiuti plastici in 96 paesi, formalmente destinati al riciclaggio. Nella realtà dei fatti, spesso la maggior parte di questi rifiuti viene smaltita nell’ambiente, andando ad inondare i fiumi e gli oceani con gli effetti devastanti sull’ambiente che tutti conosciamo.

esporterstonnellate
Hong Kong56,1
Stati Uniti26,7
Giappone22,2
Germania17,6
Messico10,5
Regno Unito9,26
Olanda7,71
Francia7,55
Belgio6,41
Canada3,89
Maggiori esportatori di plastica (dato cumulato 1988-2016). Valori in milioni di tonnellate).

C’è poi l’incognita coronavirus: la pandemia ha fatto crollare non solo i prezzi del petrolio e del gas, ma anche quelli della plastica. A luglio i colossi petroliferi tra cui Shell, Exxon Mobil e Chevron hanno riportato i peggiori risultati finanziari della storia. BP ha annunciato un piano shock che prevede tra l’altro un taglio di 10mila dipendenti, la maggior parte dei quali entro fine anno.

Nell’ultimo decennio, solo negli Stati Uniti, l’industria petrolifera ha investito più di 200 miliardi in impianti chimici destinati alla produzione di materie plastiche. Basti pensare che, ultimi dati alla mano, nel 2015 la produzione globale di plastica ha superato le 7,8 miliardi di tonnellate, con una crescita del 130% rispetto ai 3,39 miliardi del 2000. Il consumo nel paese è di 16 volte maggiore quello di molte nazioni povere ma le recenti restrizioni sulle plastiche monouso hanno fortemente penalizzato il settore riducendo drasticamente la domanda interna.


  1. ScienceAdvances, The Chinese import band and its impact on global plastic waste trade. 

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