Stati Uniti: disoccupazione in calo a luglio

A luglio il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti è sceso al 10,2% rispetto all’11,1% di giugno1. È un segnale incoraggiante che apre uno spiraglio di ottimismo dopo i numeri tragici registrati tra marzo e maggio di quest’anno quando, a causa della pandemia, in nove settimane si sono registrati 38,6 milioni di nuovi disoccupati. A marzo, all’inizio della pandemia, la FED aveva lanciato l’allarme stimando che, entro l’estate, il tasso di disoccupazione sarebbe potuto salire al 30%, con una riduzione del PIL del 50%.

A fine marzo, David Rotman, su MIT Technology Review scriveva2:

The shutdown of much of the service economy—think restaurants, hotels, and retail stores—in an attempt to slow down the spread of the coronavirus is sending the US toward a deep recession. It isn’t a question of “if.” It’s a question of how deep it will get, how long it will last, and perhaps most important, who will be hit hardest by this devastating downturn.
David Rotman

L’economia del paese si sta lentamente rimettendo in moto, le aziende tornano timidamente ad assumere personale anche se il clima di incertezza globale rende il tutto più difficoltoso. Il numero dei disoccupati resta comunque molto alto, superiore al picco del 10% registrato durante la crisi finanziaria globale del 2008 e quasi di tre volte superiore al 3,5% registrato a febbraio 2020.

Trovate i dati aggiornati a luglio sui massicci licenziamenti messi in atto dalle più note startup tecnologiche della Silicon Valley, da Uber, Airbnb, Groupon e altre nel post segnalato nel link.

Segnalo anche quest’altro post di un paio di giorni fa, con i dati di uno studio di McKinsey secondo cui, a causa del prolungarsi degli effetti della pandemia, in Europa sarebbero a rischio 59 milioni di posti di lavoro.


  1. Trending Economics
  2. MIT Technology Review, The official jobless numbers are horrifying. The real situation is even worse. 

1 Commento

  • L’America ha un sistema del lavoro molto più elastico che sarà in grado di reggere meglio di altri paesi come l’Italia la botta del coronavirus. Dopo la crisi del 2008 la disoccupazione era infatti scesa al 3% e questo la dice lunga sulla capacità del paese di riprendersi dai momenti difficili. Temo che come ti scrivevo ieri l’Europa e l’Italia non saranno in grado di fare altrettanto e non appena il blocco dei licenziamenti verrà meno ho paura che ci troveremo di fronte a una vera e propria carneficina di licenziamenti.