I dubbi sul progetto Neuralink

La scorsa settimana Elon Musk ha presentato una prima versione dell’impianto cerebrale Neuralink innestato su alcuni maiali. Il dispositivo promette di scavare nella natura della coscienza umana, curare la cecità, le paralisi, riprodurre musica direttamente dentro il cervello umano, suscitare emozioni, aiutare le persone affette dalla sindrome dello spettro autistico e dalla schizofrenia e molto altro.

L’idea di unire il cervello umano alle potenzialità di una macchina non è niente di nuovo, non solo dal punto di vista della narrazione fantascientifica, ma anche in ambito delle neuroscienze. Le interfacce cervello-macchina, cosiddette BMI (Brain Machine Interfaces), sono dispositivi in grado di trasformare l’attività Elettrica neuronale in comandi capaci di controllare software o hardware esterni all’uomo, sono state proposte per la prima volta negli anni Settanta1 e nel corso dei decenni la loro evoluzione è stata significativa anche se hanno presentato limitazioni significative rispetto alle ambizioni del progetto Neuralink.

Secondo questo articolo del MIT Technology Review, probabilmente nessuno dei traguardi illustrati da Musk è a portata di mano, alcuni sarebbero addirittura improbabili se non irraggiungibili.

In un articolo di qualche mese fa sul Financial Times, la psicologa cognitiva Susan Schneider argomenta come il fondere la mente umana con l’intelligenza artificiale potrebbe rappresentare un suicidio per l’umanità. Non è la sola voce contraria all’idea il cui impianto prevederebbe, nella fase iniziale di adozione della tecnologia, un delicato intervento dal costo di alcune decine di migliaia di dollari.

Leggi anche


  1. A prime on Artificial Intelligence, 1975, A survey of literature on recent advances in the field of artificial intelligence provides a comprehensive introduction to this field for the non-technical reader. 

Pacchetti di compensation

Bloomberg ha pubblicato oggi la lista dei Chief Executive Officer più pagati negli Stati Uniti nel 2019. Appartengono perlopiù ad aziende tecnologiche e i loro pacchetti di compensation hanno raggiunto quotazioni talmente alte da superare quelle realizzate dei banchieri negli anni più floridi precedenti la crisi finanziaria.

In cima alla classifica figura Elon Musk, a capo di Tesla e Space X, con una remunerazione complessiva pari a 595,3 milioni di dollari. Tra gli altri compaiono:

1Elon MuskTesla$ 595,3
2Tim CookApple$ 133,7
7Robert SwanIntel$ 99,0
8Sundar PichaiAlphabet$ 86,1
9Satya NadellaMicrosoft$ 77,2
Bloomberg Pay Index. Valori in milioni di dollari.

Mentre la pandemia sta mettendo a nudo le disuguaglianze economiche globali è evidente un fatto: che c’è un’economia che funziona straordinariamente bene per pochi, molto meno per tutti gli altri.

Le promesse di Elon Musk

Diciamolo subito: Elon Musk ogni tanto, spesso, la spara grossa. Ma se in un’emergenza come questa prometti di consegnare 1.000 ventilatori polmonari e poi non lo fai, allora a pensar male ci si azzecca. Intendo: non è per caso che certe dichiarazioni siano solo un mezzuccio per associare il nome di Tesla a quello del coronavirus e generare così un mucchio di pubblicità gratuita sui media considerando anche il momento difficile che sta passando la società?

Scrive Jason Aten su Inc1:

It’s tempting to make bold promises, the sort that attract attention and gain kudos. But they also create expectations. Be transparent and honest with your team, your customers, and your community. And if you make a promise to any of them, keep it. They deserve nothing less.

Nelle ultime settimane le dichiarazioni pubbliche di Musk sull’argomento si sono sprecate, inclusa la possibilità che in caso di necessità Tesla avrebbe prodotto tali dispositivi riciclando alcune componenti delle sue automobili. A rilanciare l’annuncio era stato anche Gavin Newsom, il governatore della California il cui ufficio oggi rettifica: quei ventilatori non sono stati mai consegnati.

Ancora oggi però nessuno li ha visti. Alcuni dispositivi che sono stati consegnati agli ospedali erano comuni macchine BiPAP, per curare l’apnea del sonno, del tutto inutili per i pazienti affetti da forme gravi di coronavirus.

Musk ha replicato alla storia rilanciata dalla CNN con un tweet velenoso:

What I find most surprising is that CNN still exists.

La CNN ha ribattuto qui: Elon Musk says he sent ventilators to California hospitals, they say they got something else instead.


  1. Inc., Elon Musk promised ventilators. None of them showed up. Tesla’s CEO faces criticism over his bold promises. Why keeping your promise matters.