Il lento declino dei PC e dei tablet

Nel primo semestre del 2020 c’è stata una ripresa nelle vendite dei PC e dei tablet la cui domanda è stata trainata in gran parte dagli effetti della pandemia di coronavirus che ha imposto il lavoro da casa per milioni di persone in tutto il mondo. Entro fine anno si prevede una crescita del 3,3% del mercato dei dispositivi informatici personali (PC, tablet e Workstation) con volumi complessivi intorno ai 425,7 milioni.

Per quanto riguarda il solo mercato dei personal computer, nel secondo trimestre del 2020, Gartner stima una crescita del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2019:

produttoreQ1 2020Q2 2020
Lenovo12,6116,20
HP11,1116,17
Dell10,1610,65
Apple3,564,37
Asus2,63,59
Acer2,94,01
Altri8,699,83
Previsioni globali di vendita dei personal computer nei primi due trimestri del 2020. Valori unitari in milioni. Fonte Gartner.

The second quarter of 2020 represented a short-term recovery for the worldwide PC market, led by exceptionally strong growth in EMEA. Additionally, mobile PC growth was particularly strong, driven by several factors including business continuity for remote working, online education and consumers’ entertainment needs. However, this uptick in mobile PC demand will not continue beyond 2020, as shipments were mainly boosted by short-term business needs due to the impact of the COVID-19 pandemic.
Gartner, 9 luglio 2020

Il dato di quest’anno è insolitamente molto positivo se si considera che il 2019 è stato un anno che ha registrato un forte aumento nelle vendite dovuto in gran parte alla transizione obbligata dagli obsoleti sistemi con Windows 7, il cui supporto è stato terminato da Microsoft all’inizio di quest’anno.

Tuttavia guardando in avanti si prevede che questo mercato riprenderà il suo lento declino di lungo termine, con un tasso di crescita negativo del -2,4% nel periodo 2020-2024.

categoria20202024CAGR 20-24
desktop72,866,0-2,4%
notebook198,3193,8-0,6%
workstation5,07,18,9%
tablet (detach)62,157,3-2,0%
tablet (slate)87,565,4-7,0%
total425,7389,6-2,2%
Previsioni globali di vendita dei dispositivi informatici personali nel periodo 2020-2024. Fonte IDC Worldwide Quarterly Personal Computing Device Tracker, 1° settembre 2020. Valori unitari in milioni.

Macintosh

Il 24 gennaio del 1984, in occasione dell’annuale assemblea degli azionisti di Apple, Steve Jobs presentò il Macintosh, un computer desktop dotato di display da 9 pollici in bianco e nero, un processore Motorola a 8MHz, 128KB di RAM e un floppy drive da 3,5 pollici.

Fu il primo computer della casa di Cupertino a introdurre un interfaccia desktop a icone, gestibile attraverso un mouse con la possibilità di sovrapporre le finestre grafiche su più livelli dello schermo. Il nome fu coniato da Jef Raskin il quale aveva preso ispirazione da una varietà di mele chiamata McIntosh.

Il progetto rappresentava l’ultima spiaggia di Jobs per continuare a giocare un ruolo di major player nel mercato dei personal computer dominato da IBM ma, nonostante le aspettative e l’accoglienza, le vendite furono piuttosto modeste a causa delle limitazioni dell’hardware dovute principalmente alla mancanza di un hard disk e alla scarsa memoria in dotazione.

A sfavore della sua diffusione contribuì anche la baseline di prezzo fissata a 2.495 dollari, l’equivalente di 6.000 dollari attuali, ma sebbene non rappresentò un grande successo commerciale ebbe un impatto indelebile nella cultura e nell’immaginario tecnologico di quegli anni, soprattutto grazie al suo design iconico.

Una curiosità: oggi Apple è uno dei principali produttori di computer al mondo con oltre 18 milioni di unità vendute nel 2019 mentre IBM è uscita dal business, avendo venduto il ramo a Lenovo agli inizi del 2.000.