L’effetto della pandemia sulle startup tecnologiche

Il Wall Street Journal riporta oggi un interessante articolo1 che descrive gli effetti provocati della pandemia sulle startup tecnologiche, in particolare quelle che operano nel settore finanziario, dei trasporti e dei viaggi a livello globale. Secondo alcune stime, da marzo a luglio più di 70mila specialisti del settore hanno perso il lavoro, 25mila dei quali nell’area della Silicon Valley.

A causa della contrazione dei ricavi, degli alti costi strutturali e della fragile situazione finanziaria in cui versano molte aziende, i licenziamenti si sono resi necessari per garantire la sopravvivenza delle imprese in questo periodo di drastica contrazione dei profitti.

Ho cercato di aggregare un po’ di dati che mostrano numeri impressionanti. Solo per citarne alcuni: Uber2, ha licenziato a livello globale circa 8.000 dipendenti, dei quali 6.300 nell’area di San Francisco; Groupon 2.800, Airbnb3 1.900, Yelp e Magic Leap 1.000.

CompanyLayoff%Industry
Uber6.30027%Transportation
Groupon2.80044%Retail
Airbnb1.90025%Travel
Yelp1.00017%Consumer
Magic Leap1.00050%Consumer
Lyft98217%Transportation
TripAdvisor90025%Travel
Eventbrite50045%Consumer
Deliveroo36715%Food
WeWork250n/aReal Estate
GoPro20020%Consumer
Houzz15510%Consumer
Licenziamenti nelle principali startup tecnologiche nel periodo marzo – luglio 2020.

Qui trovate un precedente elenco aggiornato agli inizi di maggio maggio e un’interessante inforgrafica su Bloomberg anche se i dati sono fermi a fine maggio.

Infine, nel primo trimestre dell’anno, i finanziamenti globali del settore sono scesi a 67 miliardi di dollari, con un calo del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


  1. The Wall Street Journal, Technology startups have been laying off tens of thousands of workers to cope with the economic fallout of the coronavirus pandemic, potentially blunting a key innovation pipeline for the enterprise information-technology market, according to industry analysts. 
  2. Interrupt, Uber, Lyft e i dubbi sulla redditività di lungo periodo del settore. 
  3. Interrupt, Airbnb taglia 1.900 dipendenti, il 25% del totale. 

Silicon Valley: le aziende che licenziano a causa del COVID-19

Assomigliavano a giganti capaci di rivoluzionare il mondo (o almeno così ce le rappresentavano) certe aziende della Silicon Valley che investendo nella platform economy e nell’innovazione tecnologica hanno raggiunto in pochi anni valutazioni miliardarie. Eppure non sono state risparmiate degli effetti dell’epidemia alla stessa stregua delle piccole imprese. Ne ho parlato diffusamente su questo blog in questi due mesi, durante i quali il coronavirus ha completamente stravolto la nostra società, mettendone in discussione le certezze basilari.

Solo negli Stati Uniti, in sei settimane si sono registrati oltre 30 milioni di nuovi disoccupati un po’ in tutti i settori economici. Di seguito una lista delle società tecnologiche più note che stanno effettuando drastiche riduzioni al proprio personale.

aziendelicenziamenti% forza lavoro
Eventbrite50045% 1
Expedia3.00012% 2
GoPro20020% 3
Groupon2.80044% 4
Kickstarter14045% 5
Lime8013% 6
Lyft98217% 7
Opendoor60035% 8
OpenTable / Kayak40024% – 43% 9
Patreon3013% 10
Tesla (sales team)n/d50%
TripAdvisor90025% 11
Uber5.40020% 12
Yelp1.00017% 13
Zoox12010% 14
Nella tabella vengono riepilogati il numero assoluto di licenziamenti e la relativa percentuale sulla forza lavoro complessiva delle società a cui si riferiscono

Si teme che questa sia solo la prima ondata, perché gli effetti del prolungato lockdown saranno durevoli e avranno un impatto ancora più significativo nei prossimi mesi sulla tenuta del sistema del lavoro.


  1. EventBrite, Eventbrite to lay off 45% of workforce because of coronavirus. 
  2. Expedia, Come il coronavirus sta influenzando Airbnb, Booking e Expedia. 
  3. GoPro, GoPro lays off 200 employees representing 20% of the company. 
  4. Groupon, Groupon to yay off or furlough 2,800 workers. 
  5. Kickstarter, Kickstarter may cut up to 45 percent of its workforce. 
  6. Lime, Lime lays off 13% of staff as coronavirus batters scooter-sharing start-ups. 
  7. Lyft, Item 2.05: The plan of termination involves the termination of approximately 982 employees, representing 17% of the Company’s employees. 
  8. Opendoor, Opendoor lays off 35% of its staff 
  9. OpenTable / Kayal, Kayak and OpenTable layoffs and furloughs impact 400 employees. 
  10. Patreon, Patreon has laid off 30 employees or 13% of staff because of economic pressures from the current COVID-19 crisis. 
  11. Tripadvisor, TripAdvisor To Lay Off 25 Percent Of Workforce Amid Coronavirus 
  12. Uber, Uber Discusses Plan to Lay Off About 20% of Employees 
  13. Yelp, Yelp: 1.000 licenziamenti in arrivo. 
  14. Zoox, Zoox, citing COVID-19 shutdown, lays off its autonomous vehicle backup drivers. 

Come Bird ha licenziato più di 400 dipendenti in due minuti su Zoom

Venerdì scorso 406 dipendenti di Brid, circa il 30% del suo staff, hanno ricevuto un invito per un meeting su Zoom dal titolo generico COVID-19 UPDATE. Per chi non abbia mai sentito parlare di Bird, la società opera nel settore della mobilità urbana, attraverso la propria piattaforma online che mette a disposizione monopattini elettrici in oltre 100 città in tutto il mondo. Bird è salita alla ribalta della cronaca qualche mese fa, perché è stata la startup più veloce della storia a raggiungere lo status di unicorno, con una valutazione di 2 miliardi in meno di un anno1.

Ma torniamo alla prima mattinata di venerdì, quando con una buona mezz’ora di ritardo, il meeting ha inizio. Sulla schermata di Zoom non appare nessun volto, solo una voce di donna che attacca a parlare e dice (rivelazione da parte di un insider):

Il COVID-19 ha avuto un impatto enorme anche sulla nostra attività, che ha costretto il nostro team dirigenziale e il nostro consiglio di amministrazione a prendere decisioni estremamente difficili e dolorose. Una di queste decisioni è l’eliminazione di una serie di ruoli all’interno dell’azienda. Purtroppo il vostro ruolo è coinvolto in questa decisione.
Dot.la, The Inside Account of How Bird Laid off 406 People in Two Minutes via a Zoom Webinar

Fine. Il meeting che doveva durare mezz’ora è durato sì e no due minuti. 406 dipendenti licenziati in tronco, senza alcuna ulteriori spiegazioni. Anzi: sembra che il messaggio fosse perfino preregistrato2. Ecco a quello che si riduce il mito di gloria della Silicon Valley nella maggior parte dei casi: startup con valutazioni gonfiate, fragilissime, disposte a sacrificare il sacrificabile per garantire comunque un ritorno agli investitori.

E non dico che questa maledetta emergenza non possa giustificare certe misure drastiche, quando i ricavi si azzerano e i costi restano alti, ma mostrare almeno un briciolo di umanità verso le persone quello, forse, non costerebbe nulla.

NOTA DI CHIUSURA: se siete tra gli entusiasti utilizzatori di Zoom, ecco perché forse non dovreste utilizzarlo.


  1. Dot.la, Before the novel coronavirus brought the world to a halt, Bird had been on an exceptionally meteoric rise, even by the frothy standards of what now seems like a bygone era of venture capital that brought ever-ballooning valuations to all manner of companies. 
  2. @mjnblack, My friend just got laid off along with 400 other employees by dialing into a pre-recorded Zoom message. Her manager never even called to say goodbye. The virus may be out of your control, but how humanely you handle it is not. 

Effetti del lockdown nel Regno Unito

Se lo scenario da noi è quello che è, dalle altre parti del mondo non va di certo meglio. Alcuni giorni fa riportavo i dati sull’aumento vertiginoso dei disoccupati in Norvegia, passati in due settimane da 65.000 a 291.000.

Un articolo del Telegraph di oggi lancia l’allarme sugli effetti a breve termine dell’epidemia nel Regno Unito: nel giro di qualche mese, nonostante le misure di emergenza a protezione dell’economia messe in atto dal governo inglese il lockdown imposto dal coronavirus potrebbe cancellare 1 milione di posti di lavoro1.

Il governo ha messo per ora in atto sistemi di garanzia senza precedenti per salvaguardare gli stipendi dei dipendenti britannici e della stragrande maggioranza dei 5 milioni di lavoratori autonomi del paese, con lo Stato che di fatto eroga un sostegno mensile fino a 2.500 sterline a chiunque sia temporaneamente rimasto senza lavoro.

Eviterei qualsiasi confronto con l’equivalente Italiano, anche se bisogna ammettere che, vista la situazione, il nostro Governo ce la sta mettendo tutta per arginare la frana, senza un grande trasporto da parte dell’Unione. L’Europa, che di fatto non è mai nata se non sotto la mera apparenza monetaria, sebbene non lo sia formalmente è praticamente allo sfascio.

Se guardiamo un po’ più in la, nella Silicon Valley, le previsioni sono ugualmente cupe. Alcune startup valutate sopra al miliardo di dollari, nonostate il loro status privilegiato di unicorni, scricchiolano alla prima scossa di terremoto, lasciando a casa centinaia di lavoratori come aziendine qualunque a gestione familiare. Questo la dice lunga su certe speculazioni finanziarie e su tanta retorica nella narrazione di certi “fenomeni”. Cito sempre Theranos (9 miliardi di dollari di valutazione) che prometteva di rivoluzionare il settore sanitario americano con un test rivoluzionario del sangue e che invece alla fine si è rivelata la più grande truffa della storia della Silicon.

Insomma, probabilmente “ce la faremo”. Ma il dopo non sarà così roseo come qualcuno spera.


  1. The Telegraph, Unemployment is set to soar despite Chancellor Rishi Sunak’s support for the jobs market, experts warn. 

Intanto, nella Silicon Valley

Anche nella Silicon Valley non se la passano troppo bene. Il più famoso polo tecnologico del mondo sta risentendo pesantemente degli effetti generati dall’epidemia di Covid-19 cosicché molte startup e grandi aziende hanno messo in moto piani di licenziamenti nel tentativo di tagliare i costi a causa della contrazione della domanda.

Il modello di innovazione preferito dalla Silicon Valley – iterativo, veloce, rapidamente scalabile – ha incontrato un avversario che non riesce a superare.
Richard Waters, Financial Times1

Sul sito Layoff List e altre piattaforme simili abbondano di pettegolezzi sui prossimi imminenti tagli che molte aziende stanno per mettere in atto. Intanto alcuni dati:

  • Cisco e Hitachi hanno tagliato complessivamente 500 posti di lavoro.
  • SXSW, a seguito della cancellazione dell’evento di quest’anno, ha tagliato circa 60 dipendenti, pari a un terzo del totale2.
  • TripActions, gigante da 4 miliardi di dollari, ha ridotto del 20-25% la sua forza lavoro licenziando poco meno di 300 dipendenti.
  • Sonder, valutata 1,1 miliardi di dollari ha ridotto del 33% la propria forza lavoro3.

Nei siti specializzati si inizia a vociferare di un’impatto drammatico che colpirebbe pesantemente sia le piccole che le grandi imprese se i contagi non dovessero rallentare nelle prossime settimane. In questi giorni la Silicon Valley è diventata l’epicentro della diffusione dell’epidemia in California e si prevedono tra i 2.000 e i 16.000 morti entro la fine di maggio.


  1. Financial Times, Will the tech industry be able to work with the government and safeguard its values? 
  2. BusinessInsider, The tech and culture festival was called off due to coronavirus fears. SXSW employs around 175 people year-round, meaning that somewhere around 58 jobs were likely impacted by the layoffs. 
  3. STRZ, San Francisco-based hospitality startup Sonder has announced it has laid off 22 per cent of its workforce and furloughed an additional 11 per cent of its staff as the reality of the coronavirus impact on the travel industry bites hard. 

Essential, in liquidazione la società del creatore di Android

Forse non tutti avrete mai sentito parlare di Andy Rubin ma probabilmente conoscete la creatura che lo ha reso una figura di spicco nel panorama tecnologico internazionale: Rubin è il creatore di Android.

Dopo aver lasciato Google 1 nel 2013, pare anche a causa di una brutta storia di molestie verso una dipendente e con una buonuscita di 90 milioni di dollari in tasca, Rubin si è dedicato al lancio di alcune startup tra cui Essential Products, fino a qualche tempo fa una delle più promettenti startup tecnologiche della Silicon Valley incentrata sullo sviluppo di hardware.

Essential ha racimolato la bellezza di 330 milioni di dollari in fondi e nel periodo di maggiore popolarità (mediatica) la sua valutazione ha superato il miliardo di dollari, facendola entrare di diritto nel club degli unicorni 2. Il primo prodotto è stato l’Essential Phone, uno smartphone con sistema operativo Android annunciato nel 2017, con grande enfasi da parte di tutta la stampa di settore, che però ha venduto a mala pena 150mila unità. Poi, il nulla.

Con uno striminzito annuncio sul blog del sito, Essential Products ha annunciato la cessazione delle attività il 30 aprile 2020. L’ennesima dimostrazione di quanto sia spesso distorta la narrazione dei media attorno a certi fenomeni della Silicon Valley.


  1. Forbes, «So where’s Andy Rubin? One thing is for sure, he’s gone from Android. I heard from ex-Googlers this week that he was hard to work with, but that ultimately he was always right! That’s to me, the sign of a true leader a-la Steve Jobs». 
  2. Wikipedia, In finanza , un unicorno è una società privata società di avvio con una corrente di valutazione di US $ almeno 1 miliardo di più.