Sugli smartphone pieghevoli

Autunno, tempo di nuovi telefoni e soprattutto di smartphone pieghevoli. Quest’anno i grandi produttori come Samsung, Motorola, LG e Microsoft proveranno a convincerci del fatto che questi dispositivi rappresentano il futuro e sono pronti per il mercato di massa. Può darsi, se non fosse per un paio di aspetti sostanziali che temo non ne faranno brillare le vendite: il design e il prezzo.

Secondo le stime di Gartner entro il 2021 le vendite globali di questi dispositivi potrebbero raggiungere le 31 milioni di unità (Covid-19 permettendo), con una quota del 5% nel mercato dei telefoni di fascia alta.

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20193,2
202013,6+ 325%
202130,4+ 124%
202250,1+ 65%
Previsioni di vendita globali degli smartphone pieghevoli nel periodo 2019 – 2022. Valori unitari in milioni.

Per fornire un metro di paragone, nel 2019 si stima siano stati venduti circa 1,8 miliardi di smartphone.

While Gartner analysts expect foldable phones to potentially re-inject innovation in the smartphone market, they are cautious about their short-term uptake due to trade-offs. Gartner estimates that foldable phones will account for 5 percent of high-end phones by 2023, amounting to 30 million units.
Gartnera

La maggior parte di questi dispositivi ha un design orribile: sono brutti, ma brutti per davvero. Il Galaxy Z Fold 2, nonostante alcuni miglioramenti rispetto al precedente modello, pare un prototipo assemblato mslr. Lo schermo in materiale plastico sembra terribile, presenta avvallamenti sulla superficie e, dalla recensioni video in circolazione, è fastidiosamente riflettente. Il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 2.000 euro, uno sproposito. Ah, non è neanche waterproof. Non si salva nemmeno il fratello più piccolo, lo Z Flip, per gli stessi motivi appena citati.

Bisogna riconoscere a Huawei che il Mate Xs, dal punto di vista del design, è decisamente migliore rispetto ai Galaxy ma l’impressione diffusa è che la tecnologia dei display pieghevoli sia ancora troppo poco matura per essere impacchettata in un prodotto davvero attraente. E poi c’è il prezzo: circa 2.600 euro e non aggiungo altro.

Il tanto atteso Surface Duo di Microsoft arriverà a giorni, e tra tutti è quello più bello. Piuttosto che per un singolo display pieghevole, Microsoft ha optato per un doppio schermo in vetro. Non posso negare fino in fondo che il risultato non sia piacevole da guardare ma lo spessore dei bordi superiori e inferiori è un cazzotto in un occhio. Inoltre, sebbene sia molto sottile, non pare molto pratico per portarlo dentro la tasca dei calzoni e fare telefonate. C’è poi la solita questione del prezzo: a partire da 1.399 dollari negli Stati Uniti.

In questo segmento Apple si sta dimostrando più cauta: sembra stia lavorando a un prototipo di iPhone pieghevole, con la stessa filosofa del Microsoft Duo, ma la possibilità di un rilascio a breve sul mercato è molto remota.

L’india supera gli USA nelle vendite di smartphone

L’India ha superato gli Stati Uniti diventando il secondo più grande mercato di smartphone al mondo, con 158 milioni di dispositivi venduti nel 2019 e una crescita anno su anno del 7%.

Il sorpasso è dovuto all’aumento delle vendite dei dispositivi nel segmento di fascia media dei brand cinesi che hanno immesso nel mercato prodotti con funzionalità flagship-grade a prezzi contenuti. A dominare il mercato è Xiamoi che nel 2019 ha registrato un incremento del 5%, mantenendo una quota di mercato stabile del 28% rispetto al 2018:

Company20182019Var. %
Xiami28%28%5%
Samsung24%21%-5%
Vivo10%16%76%
Realme3%10%225%
Oppo8%9%28%
Altri27%16%-39%
Quote di mercato 2019 dei produttori di Smartphone in India. Fonte Counterpoint Research Market Monitor 2019.

Vivo e Realme registrano le crescite più significative, rispettivamente del 76% e del 255%, mentre Samsung perde il 5% assestandosi su una quota di mercato del 21%.

Nell’ultimo trimestre del 2019 si è infine registrato un aumento nelle vendite degli iPhone, dovuto alla contrazione dei prezzi dei modelli XR e 11 per effetto della produzione localizzata proprio in India che ha potato Apple a una quota di mercato del 2%.