Ascesa e caduta di Genius Fund

Vi suggerisco di leggere su dot.LA l’incredibile storia dell’ascesa e caduta di Genius Fund, la startup che coltivava l’ambizione di dominare il mercato della cannabis a livello globale. A gestire la baracca erano Ari Stiegler e Gabriel Borden, due rampanti amici ventenni decisi a sviluppare l’idea di una filiera verticale basata sull’approvvigionamento, la produzione e la distribuzione di prodotti a base di cannabis.

Nel 2016, fiutando l’affare, il miliardario Dmitry Bosov, 52 anni, magnate russo del carbone, aveva deciso di scommettere nell’avventura dei due 164 milioni di dollari. E le cose all’inizio sembrava funzionassero: nata in California1, dopo la legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo, nel suo momento più florido la società impegnava 300 dipendenti. Un tardo martedì sera di inizio maggio di quest’anno, la moglie di Bosov trova il cadavere del marito nella palestra della loro villa in un sobborgo di Mosca, con un buco alla testa provocato dall’esplosione di un’arma da fuoco. Suicidio, sembrerebbe.

Il destino dell’investimento su Genius Fund non è più fortunato di quello del suo patron: a causa della scellerata gestione del management fatta di scelte sbagliate e spese folli, i 164 milioni si volatilizzano in due anni e la startup senza significativi ricavi2 arriva in fretta al capolinea.

In the early days, Stiegler and Borden traveled every few weeks to places such as Forte dei Marmi, Italy to meet with their Russian investor and to party on yachts. Stiegler also traveled at Bosov’s request to Russia and Cabo San Lucas in Mexico, where Bosov frequently stayed. The two created a high-life culture, regularly flying in private jets, former employees said. To wow an investor, company executives rented a catamaran. Stiegler enjoyed meals out at expensive restaurants, according to two business associates, and donned a pricey Rolex he said Bosov gave him for his birthday.
Tami Abdollah, The Incredible Rise and Collapse of LA’s Genius Fund

L’intera vicenda, che assomiglia a un thriller internazionale e sfiora anche l’Italia, è stata ricostruita attraverso interviste a più di 40 ex dipendenti, soci d’affari, funzionari e forze dell’ordine federali e della contea, e attraverso l’a consultazione di documenti aziendali ed email interne. Il pezzo è un po’ lungo e diviso in due parti ma è da leggere tutto d’un fiato, per meglio comprendere la parte oscura che si cela dietro l’industria delle startup, quella fatta di enormi giri d’affari, speculazioni finanziarie, poche virtù e tanti vizi di una generazione accecata dai soldi e priva di scrupoli.


  1. La California è il più grande mercato al mondo di marijuana legalizza; si tratta di un’industria che nel 2019 ha generato un giro d’affari nello stato di 3,1 miliardi di dollari. 
  2. WeedWeek, According to the lawsuit, GFG failed to generate any substantial revenue during virtually its entire existence and has survived only through periodic cash infusions from certain well-funded foreign Defendants. When those Defendants finally realized the enormity of GFG’s outstanding debts and financial mismanagement, they began rapidly transferring GFG’s ownership and assets to shell companies in order to evade their creditors. 

L’effetto della pandemia sulle startup tecnologiche

Il Wall Street Journal riporta oggi un interessante articolo1 che descrive gli effetti provocati della pandemia sulle startup tecnologiche, in particolare quelle che operano nel settore finanziario, dei trasporti e dei viaggi a livello globale. Secondo alcune stime, da marzo a luglio più di 70mila specialisti del settore hanno perso il lavoro, 25mila dei quali nell’area della Silicon Valley.

A causa della contrazione dei ricavi, degli alti costi strutturali e della fragile situazione finanziaria in cui versano molte aziende, i licenziamenti si sono resi necessari per garantire la sopravvivenza delle imprese in questo periodo di drastica contrazione dei profitti.

Ho cercato di aggregare un po’ di dati che mostrano numeri impressionanti. Solo per citarne alcuni: Uber2, ha licenziato a livello globale circa 8.000 dipendenti, dei quali 6.300 nell’area di San Francisco; Groupon 2.800, Airbnb3 1.900, Yelp e Magic Leap 1.000.

CompanyLayoff%Industry
Uber6.30027%Transportation
Groupon2.80044%Retail
Airbnb1.90025%Travel
Yelp1.00017%Consumer
Magic Leap1.00050%Consumer
Lyft98217%Transportation
TripAdvisor90025%Travel
Eventbrite50045%Consumer
Deliveroo36715%Food
WeWork250n/aReal Estate
GoPro20020%Consumer
Houzz15510%Consumer
Licenziamenti nelle principali startup tecnologiche nel periodo marzo – luglio 2020.

Qui trovate un precedente elenco aggiornato agli inizi di maggio maggio e un’interessante inforgrafica su Bloomberg anche se i dati sono fermi a fine maggio.

Infine, nel primo trimestre dell’anno, i finanziamenti globali del settore sono scesi a 67 miliardi di dollari, con un calo del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.


  1. The Wall Street Journal, Technology startups have been laying off tens of thousands of workers to cope with the economic fallout of the coronavirus pandemic, potentially blunting a key innovation pipeline for the enterprise information-technology market, according to industry analysts. 
  2. Interrupt, Uber, Lyft e i dubbi sulla redditività di lungo periodo del settore. 
  3. Interrupt, Airbnb taglia 1.900 dipendenti, il 25% del totale. 

Lo stato delle startup innovative in Italia nel primo trimestre del 2020

Come ogni trimestre ripropongo un’analisi di sintesi sullo stato delle startup innovative nel nostro paese. Sebbene i numeri continuino a rimanere abbastanza contenuti, nel primo trimestre del 2020 si registra una crescita di 780 startup (pari a un incremento del 7,4%) rispetto al secondo trimestre del 2019.

Lo stato delle Startup in Italia nel primo trimestre del 2020 - Infografica

Nota

Dai dati1 sembra emergere un quadro imprenditoriale ancora marginale per l’innesco di un traino significativo allo sviluppo dell’economia del nostro paese. Il valore della produzione rimane perlopiù contenuto, con una quota significativa di startup che non supera i 100mila euro, così come le configurazioni di organico in prevalenza inferiori ai 5 addetti.


Highlights

Di seguito alcuni highlights al 31 marzo 2020

  • Risultano registrate 11.206 startup innovative
  • Il 63% delle startup è localizzato in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna, Campania e Veneto.
  • Milano, con 2.190 startup, è la provincia con maggiore concentrazione di imprese innovative, seguita da Roma e Napoli.
  • A fronte di un 44,0% di non dichiarato, il 35,6% delle startup dichiara un valore della produzione che non supera i 100mila euro.Solo il 2,2% delle startup dichiara un valore superiore al milione di euro.
  • A fronte di un 66,3% di non dichiarato, il 35,1% dichiara un numero di addetti inferiore a 9. Solo 10 startup dichiarano un numero di attenti maggiore ai 50.
  • Solo il 12,7% delle startup dichiara una composizione femminile forte, maggioritaria o esclusiva.
  • Il 74,4% delle startup non ha una componente giovanile prevalente.

  1. L’analisi prende a riferimento solo i dati laddove dichiarati. Le informazioni presenti nel Registro sono incomplete e non totalmente disponibili per una valutazione aggregata più precisa. 

Lo stato delle startup in Italia nel primo semestre del 2019

Aggregando i dati presenti nel database ufficiale delle Camere di Commercio che raccoglie le startup e PMI innovative, ho elaborato questa infografica che presenta il quadro di sintesi, al primo semestre del 2019, sullo stato dell’imprenditorialità legata al mondo dell’innovazione nel nostro paese.

Stato delle startup nel 1° semestre del 2019

Nota

Dai dati1, quando dichiarati, sembra emergere un quadro imprenditoriale ancora piuttosto marginale per l’innesco di un traino significativo allo sviluppo dell’economia italiana. Il valore della produzione rimane perlopiù contenuto, con una quota significativa di startup che non supera i 100mila euro, così come le configurazioni di organico in prevalenza inferiori ai 5 addetti.


Highlights

Di seguito alcuni highlights al 1° luglio 2019:

  • Risultano registrate 10.426 startup e PMI innovative.
  • Il 54% è localizzato tra Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto.
  • Milano, con 1.860startup, è la provincia con maggiore concentrazione di imprese innovative, seguita da Roma e Napoli.
  • A fronte di un 43,8% di non dichiarato, il 36,4% delle startup dichiara un valore della produzione che non supera i 100mila euro.Solo il 4,7% delle startup dichiara un valore superiore al milione di euro.
  • A fronte di un 62,4% di non dichiarato, il 30,4% dichiara un numero di addetti inferiore ai 5. Solo 14 startup dichiarano un numero di attenti maggiore ai 50.
  • Solo il 18,8% delle startup dichiara una composizione femminile forte, maggioritaria o esclusiva.
  • Il 75,1% delle startup non ha una componente giovanile prevalente.

  1. L’analisi prende a riferimento solo i dati laddove dichiarati. Le informazioni presenti nel Registro sono incomplete e non totalmente disponibili per una valutazione aggregata più precisa.