• Crisi economica

Una nuova normalità

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La signora alla cassa batte lo scontrino e mi avvicina il lettore contactless. Il bip conferma che il pagamento è andato a buon fine. Ritiro il telefono e la ringrazio e faccio per uscire.
— Ci vediamo la settimana prossima, — dico. — Domani sono in Smart.
— Speriamo di arrivarci, — risponde avvilita. — Non passa più nessuno.
— Io ogni tanto passo, — dico. — Ce la faremo.
Lei abbozza un sorriso e fa di sì con la testa ma è come se dicesse di no e aggiunge: — lo sai che mi fa arrabbiare?
— Questo maledetto virus?
— No, per niente. Sto realizzando che forse è meglio così. Tanto i soldi non si vedevano prima e non si vedono nemmeno adesso. Anzi, trovo assurdo che dopo dieci anni di austerity oggi si trovino talmente tante risorse per dare soldi a chiunque e puntellare alla bene e meglio questo disastro. In questi anni ci hanno spolpato, si sono ripresi tutto, tasse, vita, serenità, non sai i sacrifici passati qui dentro, i pensieri, il sonno tolto la notte, le liti con mio marito. Tutto sommato, adesso non è tanto diverso da quello che era. Però se prima il pensiero della chiusura mi terrorizzava, oggi è quasi una liberazione.
Restiamo zitti tutti e due per un po’ a guardare le piastrelle irregolari del pavimento.
— Ce la faremo, — dice a un tratto, in automatico, senza guardarmi.
— Ce la faremo, — le faccio eco io con la voce stentata. Ma stavolta sono io che faccio di sì con la testa, senza esserne minimamente convinto.

16 Commenti

  • R
    Molto di quello che si faceva prima del 2008 era inutile, ma non era evidente, oggi è evidente.
    • Roberto Marsicano però Roberto garantiva la possibilità a tanti di tirare avanti, in un modo o nell’altro. Oggi è imploso tutto quanto e probabilmente hai ragione, forse era prima che era esagerato.
  • G
    È esattamente quello che “penso” anche io. Il problema del COVID è senz’altro evidente, ma il vero problema (che si sta ancora sviluppando ma crescendo ogni giorno sempre più) è a livello economico. Di questo passo ci sarà veramente da piangere sangue
    • Gianmarco sarà durissima. Su tutti i fronti. Speriamo una rapida riprese, salvo eventuali incognite in itinere.... ulteriori crisi finanziari, guerre, cataclismi vari... ne avremo per almeno un decennio se va bene.
  • D
    È quello che dicevo tempo fa. Non si è capito che il dopo covid non sarà come prima. Non si torna come prima. Non avremo molta gente con voglia di lottare in Italia per fare impresa. Devono cambiare visione. La desertificazione delle p iva sarà una seconda tragedia anche di spirito.
    • Hai ragione, moltissimi sono stremati.
  • G
    E pensa, che in tutto questo scenario disastroso, c'è il nostro pianeta, in sofferenza continua. Va ripensato tutto. Io spero che il covid ci dia la possibilità, per davvero, di ridare un ordine alle cose
    • Giacomo ecco, su questo non sono affatto convinto che le cose andranno così...
  • M
    Antonio non so perché ma sta situazione mi ricorda molto il film Elysium, dobbiamo solo raggiungere le astronavi per avere la macchina medica che cura tutti i mali e che hanno tenuto solo per i più ricchi ...
    • Peccato che (se non ricordo male il film) quando ci arrivi, sull'astronave, muori.
  • M
    Boh. Ma nessuno se ne rende conto? È dagli anni 80 che va tutto sempre peggio qui in Italia... Almeno io ho visto una caduta con accelerazioni successive. Nel 94, nel 2001, nel 2008 e adesso...
    • non proprio... Grazie anche al peso strategico che avevamo nella guerra fredda ed alla potente iniezione culturale di occidente (perché spostare Hollywood a Roma se no?) del dopoguerra eravamo riusciti a costruire un'immagine di stile e di successo. Trainati dagli stilisti nasceva forte il brand "made in Italy". Poi giravano soldi. Il problema e che i nostri politici di allora pensarono di darci l'illusione che tutto si potesse avere e spesero tutto in politiche di consenso ... Ma questa è un'altra storia. Almeno i fondamentali c'erano. Quello che mi dispiace di più è che in un'epoca di grandi cambiamenti, mi riferisco alla caduta del muro di Berlino, invece che guardare avanti e cogliere opportunità abbiamo sempre più limitato i nostri orizzonti temporali di pianificazione, complice forse la vicenda di mani pulite che di colpo ricorda ai politici che è meglio arraffare il più possibile appena si arriva al potere perché nessuno è più intoccabile e basta poco per trovarsi fuori dal giro.
    • Diciamo che va male da sempre... anche se ci siamo illusi che per un certo tempo andasse bene...
  • R
    Mi piace moltissimo come scrivi, dovresti scriverne di più di post come questo! Li adoro!
    • Grazie mille Roberta! Ci proverò!
  • M
    Ha detto giusto la cassiera è andata proprio così e il paradosso è che sono gli stessi.