In Europa a rischio 59 milioni di posti di lavoro

Leggevo stamattina i numeri impietosi di questo studio1 di McKinsey & Company secondo cui in Europa sarebbero a rischio 59 milioni di posti di lavoro a causa degli effetti prolungati della pandemia a livello globale e della riduzione degli interventi statali a sostegno dell’occupazione. Sono il 26% del totale. In altre parole, un vero e proprio tsunami di licenziamenti sta per abbattersi sull’Europa: l’effetto sarà duraturo e non terminerà con la fine dell’emergenza sanitaria. Nel report si legge:

We estimate that up to nearly 59 million jobs across Europe are potentially at risk of reductions in hours or pay, temporary furloughs, or permanent layoffs.
Safeguarding Europe’s livelihoods: Mitigating the employment impact of COVID-19.

Tra i settori più colpiti quello delle vendite, della ristorazione e dei servizi:

sectorjobs at risk%
customer service and sales14,425%
food and services7,613%
building6,812%
production5,39%
office support4,98%
community services4,78%
mechanical installation2,64%
creatives and arts1,73%
management1,33%
Valori in milioni, fonte McKinsey.

Alcune grandi aziende hanno già annunciato piani di riduzione dei costi fissi che prevedono, oltre ai licenziamenti, una riduzione nelle ore da rendere e nelle retribuzioni. Segnalo tra le principali:

  • Airbus ha annunciato il taglio di 15mila posti di lavoro a livello globale per gestire quella che Guillame Faury, amministratore delegato della società ha definito «una crisi senza precedenti nel settore del trasporto aereo».
  • BP, il colosso petrolifero ed energetico, con un fatturato di 282,6 miliardi di dollari nel 2019, ha annunciato un piano shock con blocchi agli aumenti di stipendio, alle promozioni, ai bonus e un taglio di 10mila dipendenti la maggior parte dei quali previsti entro la fine dell’anno.
  • Renault ha annunciato un piano di riduzione di due miliardi di costi in tre anni per garantire una «nuova competitività» basato su riqualificazione del personale, mobilità interna e uscite volontarie che impatterebbe su circa 15mila dipendenti a livello globale.
  • Lufthansa ha annunciato un surplus di 22mila posizioni full-time precisando che il taglio sarà di carattere permanente anche dopo la crisi.
  • Air France prevede di tagliare oltre 7.600 dipendenti, pari al 17% del totale, entro il 2022.
  • McLaren ha approvato un piano di ristrutturazione che prevede il taglio di 1.200 dipendenti.

In Italia il sistema di tutela e il blocco dei licenziamenti non reggerà ancora a lungo; il nostro sistema economico, già provato da anni di difficoltà, non può permettersi un prolungamento di questa situazione. Secondo un recente rapporto dell’OCSE, nel nostro paese sono a rischio 1,5 milioni di posti di lavoro entro la fine dell’anno. A maggio il tasso della disoccupazione giovanile è salito al 17,6%. Prepariamoci al peggio, le prospettive non sono buone.


  1. Safeguarding Europe’s livelihoods The EU-27 countries have introduced varying degrees of stay-at-home mandates or advisories owing to COVID-19, as has the United Kingdom. As of April 7, almost all of the 230 million employees across the EU-27 and the United Kingdom are affected—through the closing of nonessential shops, implementation of remote working and physical-distancing guidelines, cancellation of events, institution of travel bans (including internal travel, in the case of Italy), and in some cases, even full-on production stops.4 This has had a significant impact on the economy, with reduced discretionary spending and consumer confidence, putting many companies in a precarious position. 

7 Commenti

  • Io ho sinceramente il terrore di quello che potrà capitare visto che già da mesi la situazione era grave di per se indipendentemente dal covid. Avendo una partita iva, facendo già fatica a fatturare e a esser pagato per lavori svolti mesi prima e dovendo pagare le tasse sempre in modo puntuale per evitare sanzioni cosa posso inventarmi per andare avanti? Il problema è che non vedo da nessuna parte un piano per la ripartenza se non toppe per “passare la nottata” ma quanto durerà? Scusa lo sfogo personale ma come dici tu la situazione non è per niente buona.
    • I dati sono dati , i numeri sono numeri .. ho studiato statistica anche io . dobbiamo però aggiungere altro : il lavoro ormai da anni viene vissuto senza etica e valore . Si lavora per i soldi e per recriminare diritti . Io sono stata dall'una e dall'altra parte .. prima dipendente , oggi titolare . Da titolare ho molte meno garanzie da offrire , meno certezze . Ho scelto di non assumere da qui in avanti perché se non ho garanzie per me come posso offrirle agli altri ? e soprattutto perché lavorare non fa più gola a nessuno .
      • Ma ricordami, chi ha vinto la Champions per la sesta volta di fila?
        • Ci sono associazioni e altro (in particolare la Caritas Romana a cui do una mano) che hanno ipotizzato per la fine di settembre 2020 circa 300.000 disoccupati in più. La situazione potrà essere drammatica, ma colgo la tua visibilità per segnalare un progetto web, proprio della Caritas con tutti gli aiuti alle persone in questo momento.
          • E i nostri politici hanno anche il coraggio di paventare la possibilità di un altro lockdown se i contagi non rallentano.... siamo alla fine del tunnel e io non vedo nessuna luce ma solo buio pesto per questo paese.
            • Leggo sempre con molto piacere questo blog perché vi trovo sempre spunti interessanti e spesso non riportati dai canali mainstream. Grazie per il tuo prezioso e accurato lavoro Antonio.
              • Aspettate di vedere quello che succederà non appena i geni al governo non rinnoveranno il blocco dei licenziamenti... allora si che si sarà da piangere.